Azionario in fase ribassista, ma niente panico

Lewis Grant (Federated Hermes): “Continuiamo a ritenere che le società che generano ricavi sostenibili, come quelle che seguono i dettami che discendono dagli SDGs abbiano un vantaggio strutturale di crescita”
29/06/2022 | Daniele Riosa

“Il processo di controllo dell'inflazione ha sempre rischiato di innescare una fase recessiva per l'economia globale. Stando a questo assunto, sembrerebbe che la Fed ci sia riuscita, almeno temporaneamente, con i prezzi delle materie prime crollati dai loro massimi, mentre crescono proprio i timori di recessione”. Lewis Grant, senior portfolio manager – global equities di Federated Hermes, spiega che “gli investitori stanno ora riflettendo sul vero costo dei recenti rialzi dei tassi ed i mercati azionari rimangono altamente sensibili ad ogni nuovo dato o punto di vista”.

Il gestore constata che “il dibattito ora riguarda la tipologia di atterraggio (hard o soft landing), quanto sia ‘necessaria’ la disoccupazione, quanto il sistema finanziario sia più solido oggi rispetto alla crisi finanziaria globale e anche la fragilità dello stesso mercato immobiliare. Un sentiment negativo è predominante, mentre gli eccessi delle precedenti fasi di mercato rialzista vengono meno (pensiamo all’esempio del Bitcoin e delle criptovalute in senso più ampio) e, nonostante tutto, l'indice VIX è cresciuto in maniera limitata. Almeno per quanto riguarda il fronte azionario, si tratta di un mercato ribassista relativamente ‘ordinato’ e non certo di una fase di panico. Per molti investitori, questo contesto di mercato rappresenterà una novità”.

L’analista ricorda che “per gli investitori che adottano una prospettiva di lungo periodo, la storia non è cambiata: i mercati in calo offrono valutazioni più interessanti per le società di alta qualità che presentano un vantaggio competitivo. La chiave per gli investitori sarà capire quali sono i nomi che hanno questo vantaggio competitivo e se sono gli stessi nomi in grado di sopravvivere a questo contesto inflazionistico".

"La sostenibilità - continua il manager - è forse diventata meno importante per alcuni, in particolare per coloro che considerano il fabbisogno energetico a breve termine in un mondo in cui i prezzi del gas/petrolio sono in aumento, eppure il movimento verso un'economia e una società più sostenibili continuerà ad andare avanti. Continuiamo a ritenere che le società che generano ricavi sostenibili - come quelle che seguono i dettami che discendono dagli SDGs delle Nazioni Unite - abbiano un vantaggio strutturale di crescita rispetto agli omologhi e riteniamo anche che saper individuare quelle società che aumentano la propria attenzione sul tema della sostenibilità -vale a dire quelli che per noi saranno i cosiddetti leader di domani - rappresenti un'eccezionale opportunità di mercato”.

“In generale, per superare l'attuale tempesta, la diversificazione continuerà a rivelarsi di cruciale importanza”, conclude Grant.

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