Risparmio gestito, i motivi del boom negli ultimi 15 anni

Il settore rappresenta il 34% della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane. Secondo gli analisti di Fundstore, "all’espansione della componente hanno contribuito in buona parte le sottoscrizioni di quote di fondi comuni e polizze assicurative”
04/07/2022 | Redazione Advisor

“Il significativo incremento della mole di capitale confluito in fondi comuni e analoghi registrato negli ultimi anni dimostra che i prodotti dell’industria del risparmio gestito sono ormai diffusi in larga scala nei portafogli degli investitori”. Come sottolineano gli analisti di Fundstore, la piattaforma di fondi online di Banca Ifigest, “la fiducia degli investitori è dunque inequivocabile. Anche gli italiani si sono mossi seguendo questa tendenza di mercato, nonostante rimangano ancorati a paradigmi di investimento e gestione del risparmio “alla vecchia maniera”.

Ma dove confluiscono questi capitali? Che prodotti vengono scelti e dove vengono investiti realmente i soldi? “Secondo i report di Bankitalia - rispondono gli esperti - i capitali investiti arrivano purtroppo in piccolissima parte alle società non finanziarie residenti. Solo il 2,5% del portafoglio dei fondi detenuti dalle famiglie è investito in questa tipologia di titoli, a fronte del 50% circa che è invece destinato alla sottoscrizione di azioni e obbligazioni di aziende estere, che hanno sede principalmente negli Stati Uniti e, alcune, anche in Paesi dell’Eurozona come Germania, Francia e Gran Bretagna. La relazione annuale di Bankitalia offre una panoramica completa della gestione del patrimonio delle famiglie e ci spiega come queste abbiano conservato la preferenza per prodotti a basso rischio: proseguono gli acquisti di obbligazioni e azioni e nel mentre crescono i depositi a vista. Aumentano, inoltre, gli acquisti di prodotti offerti da investitori istituzionali”.

“Il risparmio gestito - constatano i manager - rappresenta il 34% circa della ricchezza finanziaria, un valore superiore di circa 15 punti rispetto a quello di dieci anni fa e ormai in linea con la media dell’area euro. All’espansione della componente di risparmio gestito hanno contribuito in buona parte le sottoscrizioni di quote di fondi comuni e polizze assicurative la cui incidenza sul totale delle attività finanziarie è salita di un'abbondante 5% rispetto alla decade scorsa. La relazione di Bankitalia offre una prospettiva interessante anche sul tema dell'indebitamento delle famiglie. Dalle indicazioni dell'istituto di via Nazionale, nel 2021 i debiti delle famiglie verso banche e società finanziarie sono cresciuti del 4,3% raggiungendo alla fine dell’anno una quota pari al 64% del reddito disponibile. Questo valore, seppur elevato, rimane comunque molto al di sotto della media dell’area euro”.

“Anche i mutui - concludono gli analisti di Fundstore - sono aumentati, con un tasso di crescita annuale del 5%. Le nuove erogazioni sono incrementate soprattutto per la clientela più giovane, complice i potenziamenti delle garanzie pubbliche per l’acquisto della prima casa. Secondo i dati Consap, i finanziamenti concessi con garanzia a valere sul Fondo prima casa per gli under 36 sono stati circa 32.000 per un totale di quasi 4 miliardi”.

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