Debito pubblico, verso nuovi record

A fine anno dovrebbe essere compreso tra 2.720 e 2.761 miliardi di euro, in un contesto di tassi in rialzo e di progressiva riduzione del sostegno da parte della BCE. L’analisi di Mazziero Research
06/07/2022 | Paola Sacerdote

Dopo aver segnato un nuovo record storico a 2.759 miliardi ad aprile, il debito pubblico italiano dovrebbe mantenersi stabile nel mese di maggio a 2.758 miliardi, salendo poi a giugno tra 2.762 e 2.770 miliardi. A fine anno il debito dovrebbe essere compreso tra 2.720 e 2.761 miliardi. Sono le stime della Mazziero Research.

 

L’Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani della società di ricerca indipendente evidenzia che è per quanto riguarda la spesa per interessi è finita la festa. “Ormai dobbiamo dire addio a quel periodo di tassi estremamente bassi, talvolta negativi; ora la tendenza è chiaramente al rialzo e solo il rendimento medio dei BOT si attarda sotto lo zero, ma ancora per poco. Presto anche la BCE alzerà i tassi, seguendo il percorso della FED e della BOE; il nostro BTP decennale si trova intorno al 3% con un balzo dell’1,8% rispetto a un anno fa, mentre lo spread con il Bund tedesco si aggira sui 200 punti base. Al momento i nostri modelli matematici continuano a proporci stime di spesa per interessi abbastanza in linea con gli anni passati - si legge nell’analisi -  ma verosimilmente tenderanno ad alzarsi nel corso dell’anno”.

 

Se infatti si analizzano i rendimenti in termini di cedole o scarto di emissione dei titoli in scadenza da qui a fine anno, la maggior parte ha un rendimento inferiore allo 0,5%, di questi il 60% è costituito da BOT, che probabilmente manterranno un basso rendimento, mentre il restante 40% (circa 77 miliardi di euro) dovrà essere rinnovato a tassi più alti.

 

Analizzando invece gli importi mensili dei titoli che andranno a rimborso da qui a fine anno, balza subito in evidenza che “il mese di settembre risulterà impegnativo in termini di rinnovi a meno che, come già fatto in passato, il Tesoro non anticipi delle emissioni nei mesi precedenti o non proceda a dei concambi con titoli a scadenza più lunga. Nessuna sorpresa invece nelle scadenze su base annua che mantengono una buona distribuzione discendente negli anni dal 2023 al 2029”.

 

L’Osservatorio sottolinea come negli ultimi due anni la Banca Centrale Europea abbia svolto un ruolo essenziale per creare un paracadute alle necessità di finanziamento dei Governi a causa delle maggiori spese per contrastare l’epidemia. “Importantissimi per l’Italia sono stati gli acquisti della BCE, che è arrivata a detenere il 31,6% del circolante”. Infatti tutte le maggiori emissioni sono state assorbite dalla BCE, evitando che il maggior circolante dovesse essere mantenuto dagli investitori e contribuendo a tenere bassi i rendimenti. Ma ora il paracadute offerto da Francoforte è sempre meno robusto: se si osserva la dinamica degli acquisti, questi si sono notevolmente ridotti a partire dal luglio 2021, anche a seguito del termine del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP).

 

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.