Fintech USA, dalle stelle alle stalle?

Le digital company che avevano visto le valutazioni esplodere durante la pandemia hanno perso 500 miliardi di dollari di capitalizzazione
18/07/2022 | Paola Sacerdote

Quasi 500 miliardi di dollari di capitalizzazione. E’ quanto hanno perso le aziende di servizi finanziari digitali statunitensi dal loro picco di mercato secondo un’analisi del Financial Times.

 

Dall’inizio del 2020, secondo i dati di CB Insights, negli Stati Uniti si sono quotate più di 30 fintech, e  in queste società si sono riversati ingenti capitali da parte degli investitori, nella convinzione che potessero beneficiare di uno spostamento di lungo termine verso la digitalizzazione dei servizi finanziari,in un trend accelerato dalla pandemia. Tuttavia, le preoccupazioni per l'aumento dei tassi di interesse, la mancanza di profitti e modelli di business non  ancora testati, mentre al contempo l'economia si dirige verso una potenziale recessione, hanno messo fine alla corsa e innescato un forte sell off.

 

Secondo l’analisi del Financial Times, i titoli delle società fintech di recente quotazione sono scese in media di oltre il 50% dall'inizio dell'anno, contro a un calo del 29% del Nasdaq Composite. La loro capitalizzazione di mercato complessiva è scesa nel 2022 di 156 miliardi di dollari, e se si misurano le valutazioni rispetto al massimo storico raggiunto da ciascun titolo, sono andati persi circa 460 miliardi di dollari.

 

Il Financial Times cita il caso della piattaforma online di prestiti Upstart, che la scorsa settimana ha annunciato l’arrivo di dati deludenti per il secondo trimestre, come esempio delle sfide che molte fintech si trovano ad affrontare oggi.  La società, che dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale per prendere decisioni sui prestiti ai consumatori, ha accusato “l’economia tumultuosa” di essere la causa del rallentamento dei ricavi e dell’aumento delle perdite. Risultati deludenti esacerbati per comparazione da conti eccezionalmente forti nello stesso trimestre dell’anno scorso, quando il confronto con i lockdown del 2020 aveva portato a una crescita annuale dei ricavi di oltre il 1.000%.

 

Le pressioni sui margini hanno colpito anche società più affermate, come PayPal e Block, precedentemente note come Square, che quest'anno hanno perso quasi 300 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

 

Ad essere colpite dalle perdite non sono solo le fintech, ma anche le società che forniscono servizi finanziari tradizionali. E’ il caso ad esempio di Wells Fargo, che ha accusato una svalutazione di  576 milioni di dollari nel suo portafoglio di investimenti: secondo CB Insights, Wells Fargo Strategic Capital è stato uno dei maggiori investitori nel fintech lo scorso anno.

 

Secondo alcuni analisti, le fintech, in particolare le società specializzate nei pagamenti digitali, sono state le prime del settore tech a beneficiare notevolmente dei lockdown dovuti al Covid, e di conseguenza adesso sono quelle che stanno perdendo di più rispetto ad altri settori.

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