Portafoglio 60/40, il futuro è ancora lungo

La pensa così il chief economist, Americas e head of portfolio construction di Vanguard che nella sua analisi sottolinea che...
28/07/2022 | Redazione Advisor

Non è ancora il momento di porre fine ai portafogli 60/40 e relative varianti. Così sottolinea Roger Aliaga- Diaza, chief  economist, Americas e head of portfolio construction di Vanguard che nella sua ultima analisi sottolinea come nonostante le complesse condizioni dei mercati finanziari, il portafoglio bilanciato non si può mettere da parte.

 

Vediamo per quale motivo, secondo quanto spiega il capo economista di Vanguard.  Egli sottolinea che visto le condizioni generali del mercato "non sorprende che questa tempesta perfetta di fattori negativi di mercato abbia spinto i prezzi delle azioni e delle obbligazioni verso il basso, compromettendo la normale diversificazione dei rischi in un portafoglio bilanciato".

 

"Per farla breve, cali simultanei di azioni e obbligazioni non sono insoliti. Considerati mensilmente dall'inizio del 1999, in termini di euro, i rendimenti totali nominali delle azioni globali e delle obbligazioni investment-grade sono stati negativi per circa il 13-14% del tempo. Si tratta di un mese di cali congiunti in media ogni sette mesi circa. Se si allunga l'orizzonte temporale, tuttavia, i cali congiunti sono stati meno frequenti, perché nel periodo considerato gli investitori non hanno mai registrato un periodo di tre anni di perdite in entrambe le classi di attivi (e lo hanno fatto a malapena in un periodo di un anno). Storicamente, la diversificazione tra azioni e obbligazioni si riprende nel giro di pochi mesi" scrive l'esperto. 

 

Inoltre "i cali nei portafogli globali 60% azioni / 40% obbligazioni si sono verificati più regolarmente rispetto ai cali simultanei di azioni e obbligazioni. Ciò è dovuto alla volatilità molto più elevata delle azioni e alla loro maggiore ponderazione in questa combinazione di attivi. I rendimenti totali mensili sono stati negativi per poco più di un terzo del periodo considerato. I rendimenti annui di questi portafogli sono stati negativi circa il 18% delle volte, ovvero in media una volta ogni cinque anni e mezzo. Ma dobbiamo tenere a mente lo scopo dei portafogli bilanciati tradizionali" continua Roger Aliaga- Diaza.

 

Ma l'esperto esclude che questo rappresenti  "la morte del 60/40". "Affermazioni come queste non tengono conto degli aspetti fondamentali dell'investimento, si concentrano sulla performance a breve termine e creano un pericoloso disincentivo per gli investitori a rimanere disciplinati sui loro obiettivi a lungo termine". 

 

 

"A nostro avviso i portafogli 60/40 sono un benchmark valido per le strategie d'investimento che perseguono una crescita moderata. Tuttavia, per quanto importante e utile come punto di riferimento, la formula 60/40 non ha niente di unico e di magico. Pertanto, i discorsi sulla sua scomparsa sono in ultima analisi una distrazione dall'attività d’investimento di successo nel lungo periodo. L'aspetto più ampio e più importante è l'efficacia di un portafoglio diversificato, bilanciato tra diverse classi di attivi - soprattutto azioni e obbligazioni - in funzione della tolleranza al rischio e dell'orizzonte temporale dell'investitore. In questo senso, "60/40" è un modo sintetico per riferirsi all'asset allocation strategica di un investitore, a prescindere dal suo mix effettivo. Per alcuni investitori con un orizzonte temporale più lungo, il giusto mix di asset allocation strategica può essere più aggressivo, ad esempio 80/20 o addirittura 90/10. Per altri, più vicini alla pensione o più conservatori, può andare bene un 30/70. L'idoneità degli investimenti alternativi in un portafoglio dipende dalle circostanze e dalle preferenze dell'investitore. Qualunque sia il mix di attivi e qualunque sia la composizione del portafoglio, il successo di un investimento a lungo termine richiede una prospettiva e una disciplina di lungo periodo".

 

Periodi come all'inizio del 2022, e alcuni mercati ribassisti che sono durati molto più a lungo, mettono alla prova la pazienza degli investitori. Ma non è la prima volta che i portafogli 60/40 e i mercati in generale incontrano difficoltà, e non sarà nemmeno l'ultima. I nostri modelli suggeriscono che ci aspettano ulteriori difficoltà economiche e che i rendimenti di mercato saranno ancora modesti. 

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