Jupiter AM: tutte le opportunità del credito high yield

Adam Darling, gestore obbligazionario della società si dice ottimista sui rendimenti potenziali a medio e lungo termine disponibili nel settore
04/08/2022 | Redazione Advisor

"Gli investitori obbligazionari hanno la reputazione di avere una visione dei mercati simile a un bicchiere mezzo vuoto, dato che l'equilibrio ottimale tra rischio e rendimento di questa asset class richiede protezione contro le perdite" esordisce Adam Darling, gestore obbligazionario di Jupiter Asset Management. Ma in realtà, tenendo conto dei rendimenti attuali, l'esperto si dice piuttosto ottimisti sui rendimenti potenziali a medio e lungo termine disponibili nel credito high yield a livello globale.

 

"Il rallentamento dell'economia, unito all’atteggiamento delle banche centrali orientate ad una politica aggressiva, rappresenta un potente vento contrario per gli asset di rischio, tra cui le obbligazioni ad alto rendimento. Tuttavia, la domanda che dobbiamo sempre porci come investitori è: in che misura i rendimenti disponibili riflettono già (e quindi compensano) queste aspettative?" chiede Darling.

 

"L'high yield globale, rappresentato dall'ICE BofA Global High Yield Constrained Index, offre uno spread di 642 punti base (OAS, fonte Bloomberg, USD, al 30.06.2022), con un yield to worst del 9%. Negli ultimi 20 anni, gli spread creditizi sono stati più alti solo nel 23% dei casi e negli ultimi 10 anni solo nell'8% dei casi. Storicamente, quando i rendimenti all-in sono saliti ai livelli attuali, le performance successive dell'high yield come asset class sono state importanti" ricorda l'esperto di Jupiter AM

Tuttavia sebbene il credito high yield globale si trovi attualmente a un livello che storicamente ha rappresentato un forte punto di ingresso per i rendimenti a medio termine, ci troviamo in un contesto di rischio a breve termine più volatile e pericoloso.Si tratta di un contesto che richiede una ricerca rigorosa e orientata ai fondamentali, unita a un solido quadro macroeconomico in grado di riflettere le tendenze economiche sottostanti, ma riteniamo ci sia un ampio margine di sovraperformance.

"La ricerca dettagliata del credito è importante - prosegue Darling-. Non solo per quanto riguarda i singoli emittenti, ma anche a livello di singole emissioni obbligazionarie. Il credito high yield viene talvolta paragonato all'investimento azionario, ma una delle differenze è che l'investimento azionario è di per sé molto più semplice: una società ha in genere un numero molto ridotto di classi di azioni diverse e le differenze tra di esse (ad esempio, per quanto riguarda la politica dei dividendi o i diritti di voto) sono facilmente intuibili".

 

"A nostro avviso, tastare il terreno è la cosa giusta da fare, perché gli spread e i rendimenti si sono mossi molto e in molti settori appaiono interessanti sulla base del ciclo, ma non vogliamo certo posizionarci in modo troppo aggressivo o investire in modo troppo ciclico. Questo si riflette nei settori che attualmente identifichiamo come validi. Il settore dei beni di consumo discrezionali ci sembra il principale da evitare: sta già iniziando a cedere, ma potrebbe addirittura implodere. Dall'altro lato, abbiamo una forte preferenza per i settori più difensivi come le utilities, le telecomunicazioni e il packaging. Preferiamo, inoltre, mantenere alti i livelli dei titoli di Stato e della liquidità per proteggerci da un ulteriore calo del rischio" suggerisce l'esperto di Jupiter.

 

"Come sempre, il futuro è ignoto, ma riteniamo che nel prossimo anno il credito high yield globale possa offrire buoni rendimenti rapportati al rischio. Resta tuttavia da vedere quanto la strada possa essere accidentata. La storia ha dimostrato che quando gli spread high yield si muovono possono farlo in modo molto brusco. L'approccio più prudente potrebbe essere quello di un'allocazione strategica all'high yield attraverso i cicli, avvalendosi di analisi dettagliate per evitare perdite e ottenere rendimenti interessanti nel tempo" conclude Darling.

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