PIR, la volatilità si abbatte sulla raccolta del 2022

Il team di ricerca di Intermonte ha assunto una posizione più prudente. Come spiegano gli analisti, “la nostra nuova stima di afflussi per l’anno in corso è di 52 milioni da 338 milioni”
22/09/2022 | Redazione Advisor

“La recente volatilità e l'incertezza del mercato dovrebbero continuare, almeno nel breve periodo, e probabilmente limiteranno gli afflussi verso i PIR ordinari nei prossimi mesi”. Il team di ricerca di Intermonte, sottolinea che “per quanto riguarda le nostre previsioni di afflussi per il 2022, abbiamo già evidenziato come fossero basate su ipotesi troppo aggressive. Alla luce dello scenario attuale e dei recenti dati preliminari del PIR monitor, abbiamo assunto una posizione più prudente: la nostra nuova stima di afflussi per il 2022 è di 52 milioni di euro (da 338 milioni di euro) e notiamo che la visibilità rimane bassa, sia a causa del contesto generale di mercato che delle specifiche turbolenze politiche italiane”.  

“Nel lungo termine - continuano gli analisti - le nostre ipotesi si basano sull'aspettativa che l'interesse per questo prodotto rimanga piuttosto alto grazie al beneficio fiscale e, dal punto di vista del distributore, al fatto di poter contare su un impegno a lungo termine da parte dell'investitore".

Le principali ipotesi alla base delle attuali stime della squadra di Intermonte sono le seguenti: “Per il 2022, ipotizziamo una raccolta lorda da parte dei nuovi sottoscrittori di PIR pari a 90 milioni di euro. Per quanti sottoscrivono PIR in modo continuativo, prevediamo che la raccolta complessiva nel secondo anno sarà pari a una parte della somma accantonata nel primo anno (dal 35% al 40% nel nostro modello); nei restanti anni (cioè dal terzo al quinto anno) prevediamo una raccolta stabile, pari in media al 60% degli investimenti effettuati nel secondo anno”.

Infine, “calcoliamo che l'ammontare del capitale che verrà ritirato dagli investitori che decideranno di uscire dal fondo prima del termine dei cinque anni (per qualsiasi motivo) sia pari al ~3,5% degli Assets under Management nel 2022 e oltre”.

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