Gestore della settimana: ecco come funziona l'analisi d'impatto

Gherardo Spinola (IMPact SGR) spiega che “si parte da un universo di investimento di riferimento, ottenuto attraverso una esclusione effettuata dal nostro team interno di analisi di sostenibilità di tutte le aziende che operano in settori controversi”
21/11/2022 | Daniele Riosa

“Alla tradizionale teoria di portafoglio basata su un approccio bidimensionale di analisi rischio-rendimento degli investimenti, affianchiamo la dimensione dell’analisi d’impatto”. Lo spiega Gherardo Spinola di IMPact SGR e gestore del fondo Impatto Global Equity art. 9 SFDR. E sulle prospettive dei mercati dice: “I settori produttivi tradizionali risultano maggiormente avvantaggiati rispetto alle aziende ad alta potenzialità di crescita".

Visto il quadro macroeconomico attuale, si può parlare di ritorno ai settori della ‘old economy’? “Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad uno spettacolare ritorno dell’inflazione nelle economie sviluppate. I prezzi sono rapidamente tornati a crescere a ritmi che in molti Paesi non si vedevano da quattro decenni, obbligando le autorità monetarie ad intraprendere una robusta politica restrittiva, con rapidi rialzi del costo del denaro e l’avvio di una riduzione dei propri bilanci. Questo ha provocato un forte aumento della volatilità del reddito fisso, con i rendimenti in costante aumento e un significativo incremento dei premi al rischio di credito. Sui mercati azionari, con il rialzo dei tassi ed il timore dell’avvicinamento di una fase di recessione del ciclo economico, si sono registrate performance globalmente negative. I settori maggiormente colpiti dalle vendite sono stati quelli caratterizzati da una più alta sensibilità alla variazione dei tassi d’interesse, come i titoli ad alta crescita. Questi segmenti del mercato azionario, come ad esempio i titoli tecnologici, dopo le performance brillanti registrate durante il biennio della pandemia, sono stati duramente colpiti dalla compressione dei multipli causata dal rialzo dei tassi. I settori della cosiddetta ‘old economy’, ossia le aziende che operano in business tradizionali e caratterizzati da tassi di crescita contenuti e stabili, elevato rendimento da dividendo e valutazioni fondamentali maggiormente contenute hanno relativamente sovraperformato da inizio anno. Il comparto Impatto Global Equity è un fondo azionario internazionale che concentra l’investimento dei propri attivi in un portafoglio diversificato di aziende quotate nei Paesi sviluppati, selezionate con un approccio improntato alla ricerca del valore. A questo, si coniuga l’esigenza che le aziende in portafoglio diano prova di generare impatto positivo sulla società civile e sull’ambiente”.

Come si integra l'analisi d'impatto nel processo di investimento?
“Alla tradizionale teoria di portafoglio basata su un approccio bidimensionale di analisi rischio-rendimento degli investimenti, affianchiamo la dimensione dell’analisi d’impatto. Si parte da un universo di investimento di riferimento, ottenuto attraverso una esclusione effettuata dal nostro team interno di analisi di sostenibilità di tutte le aziende che operano in settori controversi. A questo punto, si opera una selezione in positivo delle società che generano migliori esternalità positive in un’ottica di impatto sociale e ambientale e infine si applica a questo sottoinsieme di riferimento una rigorosa analisi fondamentale di tipo bottom-up, improntata alla generazione di valore attraverso l’investimento nei titoli che il mercato sconta in maniera più marcata rispetto al proprio prezzo intrinseco. Il portafoglio modello ottenuto viene poi ottimizzato, ponderando gli attivi selezionati con l’obiettivo di massimizzare la performance di impatto. Un aspetto importante è che sono oggetto di investimento non solo le aziende che già si posizionano bene in termini di sostenibilità del proprio modello di business, ma anche quei titoli che si trovano su una traiettoria di miglioramento e che quindi lavorano per meglio affrontare le sfide dell’ormai ineludibile transizione ecologica”.

Quali sono le sfide (pro e contro) nel gestire un prodotto equity globale value art. 9 SFDR? “L’integrazione della valutazione d’impatto nella selezione degli attivi impone delle limitazioni di tipo settoriale che nel breve periodo possono punire il portafoglio, penalizzando la generazione di alpha. Per esempio, la performance relativa delle aziende che operano nel settore petrolifero ed energetico quest’anno è stata particolarmente positiva; chi segue un approccio fondato su un’analisi degli impatti ambientali dei propri investimenti ha sottopesato in maniera considerevole questo settore, limitando le proprie possibilità di produrre ritorni positivi rispetto al proprio mercato di riferimento. Guardando tuttavia con un’ottica di lungo termine, è nostra ferma convinzione che un portafoglio che integra l’attenzione all’impatto sull’ambiente e sulla società delle aziende in cui investe, sia meglio posizionato di fronte alle sfide del futuro e stia costruendo un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti meno propensi ad innovare. Inoltre, queste società si preparano ad intercettare potenzialmente il sostegno dei governi che ormai si sono impegnati a sostenere la transizione verso un modello di economia maggiormente sostenibile e, d’altra parte, offrono in teoria meno il fianco ai regolatori che, come abbiamo già detto, saranno sempre più attenti a chi produrrà effetti negativi sul pianeta”.

Quali sono le prospettive per i prossimi mesi sui mercati?
“In un contesto di tassi d’interesse globalmente più alti rispetto al recente passato, che con buona probabilità si manterranno piuttosto elevati anche il prossimo anno, i settori produttivi tradizionali risultano maggiormente avvantaggiati rispetto alle aziende ad alta potenzialità di crescita. La nostra sfida è trovare aziende leader nel generare impatto positivo prodotto, in un universo investibile improntato alla ricerca del valore: anche i settori tradizionali della cosiddetta “old economy” devono essere in grado di porsi lungo una traiettoria di miglioramento da un punto di vista di sostenibilità del proprio business per mantenere o incrementare il proprio posizionamento di fronte alle sfide del futuro”.

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