Cina, insidia Covid per l’anno del coniglio

Per gli esperti di Schroders "l’azionario cinese continuerà a essere influenzato dal contesto macroeconomico globale”
23/01/2023 | Redazione Advisor

Il capodanno lunare è stato il 22 gennaio e ha dato inizio all'Anno del Coniglio. I conigli sono un simbolo di buon auspicio. Dopo un 2022 difficile per gli asset cinesi, gli investitori in Cina saranno quindi più fortunati nel 2023? Gli esperti di Schroders danno il loro parere.

David Rees (in foto), senior emerging markets economist di Schroders si aspetta che “l'economia cinese si riprenderà nel 2023. La nostra previsione di base è che la crescita del PIL cinese salirà al 5% dal 3% del 2022. La rapida rimozione delle limitazioni legate al Covid dovrebbe far sì che l'economia inizi a migliorare più velocemente. Il settore dei servizi, in particolare, dovrebbe trarne beneficio e ciò potrebbe significare che l'economia crescerà più rapidamente rispetto alle nostre attuali previsioni. Nel frattempo, la spesa per le infrastrutture è stata sostenuta nel 2022 e dovrebbe sostenere la crescita ancora per un po', dato che le politiche continuano a essere di supporto. Gli indicatori relativi all'edilizia abitativa potrebbero aver iniziato a toccare un punto di minimo e potrebbero registrare una ripresa nel 2023 da una base molto bassa".

Louisa Lo, head of greater China equities di Schroders, prevede che "l’azionario cinese continuerà a essere influenzato dal contesto macroeconomico globale, ossia dall'entità dei rialzi dei tassi e dalla forma del rallentamento economico negli Stati Uniti e in Europa. Un picco nel ciclo dei tassi USA e un dollaro più debole dovrebbero favorire la liquidità dei mercati emergenti. La Cina ha recentemente rimosso tutti i principali ostacoli alla riapertura del mercato post Covid più velocemente del previsto. Questo dovrebbe fornire un sostegno sostanziale alla ripresa dei consumi. A sua volta, ciò dovrebbe sostenere gli utili in molti settori dell'economia locale. Tuttavia, l'uscita dalla politica di ‘zero Covid’ rimane un rischio in presenza di nuovi focolai del virus e, di conseguenza, lo slancio economico potrebbe essere volatile. Il governo si è anche mosso per sostenere ulteriormente il mercato immobiliare. Tuttavia, le vendite di immobili dovranno migliorare affinché il settore si riprenda completamente e, soprattutto, affinché gli investitori accettino che i rischi sistemici stanno diminuendo. Nonostante il recente rimbalzo, continuiamo a vedere un solido sostegno alle valutazioni dei titoli azionari in Cina e a Hong Kong".

Julia Ho, Head of Asian Macro, Fixed Income di Schroders, precisa che "dopo l'abbandono della politica cinese di ‘zero Covid’, la riapertura delle frontiere sarà un percorso accidentato. Siamo ottimisti sul fatto che la lenta normalizzazione del turismo in uscita dovrebbe contribuire a contenere il deterioramento della bilancia dei pagamenti e a stabilizzare il renminbi cinese. Questa stabilità valutaria, insieme a pressioni inflazionistiche contenute e a un ritmo modesto di ripresa economica, dovrebbe essere di buon auspicio per i titoli di Stato cinesi, perché la politica monetaria può rimanere accomodante".

Peng Fong Ng, head of credit, Asia di Schroders, rileva che "in tutta l'Asia, le valutazioni del credito sono interessanti e favoriamo i crediti investment grade asiatici. Questo segmento offre un interessante reddito corretto per il rischio. Il credito high yield asiatico rimane vulnerabile. Sarà fondamentale concentrarsi sulla liquidità e sulle posizioni di cashflow. Ciò richiede un approccio selettivo, soprattutto per quanto riguarda l'immobiliare cinese. Riteniamo che la fase peggiore del rallentamento cinese sia probabilmente passata. Sebbene il percorso di ripresa della crescita possa essere volatile, vediamo delle opportunità in alcuni emittenti eccessivamente penalizzati, come alcuni titoli selezionati nei settori tech, media e telecomunicazioni".

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