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Conta la performance, ma anche la volatilità

7/18/2023

“I gestori di investimenti attivi sono spesso criticati per le performance e per i costi, ma presentano diversi vantaggi” spiega Alex Stanić, Head of Global Equities di Artemis.


Gestione attiva significa realizzare rendimenti simili o leggermente superiori a quelli di un fondo passivo, ma occorre considerare anche la volatilità subita. “Un veicolo a gestione attiva porta comunque alla stessa destinazione ma rende il viaggio molto meno accidentato” esemplifica Alex Stanić, Head of Global Equities di Artemis e co-gestore del fondo Artemis Funds (Lux) - Global Select.

“I gestori di investimenti attivi sono spesso criticati per le performance e per i costi, ma presentano diversi vantaggi, grazie a un’attività di monitoraggio costante delle partecipate, della trasparenza dei CdA, dei compensi ai dirigenti e del rispetto delle norme ambientali da parte del gestore”.

 

Un gestore attivo difficilmente può evitare completamente i ribassi ma certamente può proteggere gli investitori dal peggiore dei crolli di mercato.

Ad esempio, fra il 2000 e il 2003, il crollo dei titoli tecnologici fece precipitare gli indici di circa il 40%, ma molti fondi a gestione attiva persero solo il 20%: tanto, ma pur sempre la metà dei listini.

 

“Al momento il mercato è caratterizzato da molti rischi - interviene Stanić - Il peggiore è rappresentato dalla bolla che si sta gonfiando in alcune delle azioni tecnologiche mega cap. Un fondo passivo è tenuto a comprare le azioni che compongono l’indice di riferimento e non può astenersi neanche quando i prezzi diventano eccessivamente alti.

 

Da inizio anno l’S&P500 è in rialzo di oltre il 16%, ma il rialzo è stato trainato da appena sei azioni mega cap (Apple, Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Nvidia) che hanno visto i loro prezzi salire dell’80% da inizio anno.

Apple vale l’8% del listino, Microsoft il 7% circa.

Al netto di questi rendimenti, l’andamento dell’S&P sembra già meno entusiasmante.

 

“Il dubbio circa la capacità di questi titoli di sostenere il rialzo permane - mette in chiaro il gestore di Artemis - Ovviamente, non avere azioni di queste società, o comunque essere sottopesati nelle stesse, mentre decollano può portare il fondo a realizzare rendimenti inferiori a quelli degli indici di riferimento ed è bene che gli investitori ne siano consapevoli.

Di solito lo spiego con un’analogia sportiva. Evitare o sottopesare società costose, quindi suscettibili alle correzioni di mercato, è come giocare a golf e evitare accuratamente i bunker, nel senso che si deve essere più prudenti, e magari ritrovarsi a giocare su buche che possono penalizzare, ma nel corso di una lunga partita si hanno minori probabilità di trovarsi a dover colpire una pallina impantanata nella sabbia”.

 

Come muoversi, quindi? “Noi consigliamo agli investitori di investire in azioni per il lungo periodo, 10 e più anni. Le performance di un gestore attivo si giudicano lungo quell’arco temporale. I team con cui ho lavorato hanno registrato notevoli sovraperformance investendo in maniera selettiva.

Ci sono stati periodi di magra, ma nel lungo periodo la strategia di comprare azioni di società di qualità con un buon potenziale di crescita, a prezzi ragionevoli, si è rivelata vincente per gli investitori, non solo in termini di rendimenti ma anche di volatilità.

E anche il viaggio è stato comodo” conclude lo strategist di Artemis.

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