Fondi comuni, svanito l'effetto Covid-19

La raccolta torna in positivo in Europa nel mese di aprile, secondo i dati di Refinitiv, che vede primeggiare i monetari e azionari
26/05/2020 | Marcella Persola

Sembra tornare il sereno sul risparmio gestito in Europa. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Refinitiv nel mese di aprile gli investitori sono tornati a privilegiare l’investimento in OICR, tanto che i flussi complessivi dei fondi comuni di investimento hanno registrato una raccolta netta stimata di 86,2 miliardi di euro. Ad essere privilegiati sono stati per lo più i fondi monetari che hanno generato afflussi per 47,8 miliardi, seguiti dagli azionari globali con 8,5 miliardi.

 

Se entriamo nel dettaglio dei fondi a lungo termine da Refinitiv evidenziano che "i fondi comuni di investimento a lungo termine hanno registrato un afflusso netto complessivo positivo. I fondi obbligazionari (+23,5 miliardi di euro) sono stati il tipo di attività più venduta nel mese di aprile, seguiti dai fondi azionari (+18,4 miliardi di euro), dai fondi "altri" (+1,7 miliardi di euro), dai fondi misti (+1,5 miliardi di euro), dai fondi di materie prime (+0,8 miliardi di euro) e dai fondi immobiliari (+0,04 miliardi di euro). D'altro canto, i fondi OICVM alternativi (-€7,5 miliardi) sono stati l'unica tipologia di attività con deflussi netti dai fondi comuni di investimento a lungo termine".

 

Tra le società spicca JP Morgan AM che è stata la società con la maggiore raccolta nel mese con 25,1 miliardi di euro, davanti a BlackRock (+15,8 miliardi di euro) e HSBC (+5,5 miliardi di euro). I 10 fondi a lungo termine più venduti hanno raccolto, a livello di classe di azioni, una raccolta netta di 17,9 miliardi di euro per il mese di aprile. E tra i fondi a lungo termine quello che ha raccolto di più è Mercer Tailored Credit Fund M2 GBP Dis (+€4,5 miliardi).

 

Detlef Glow, Lipper Head of EMEA Research di Refinitiv ha commentato: "Gli investitori europei hanno iniziato a riacquistare in aprile i fondi comuni di investimento e gli ETF dopo i massicci deflussi da questi prodotti a marzo. Gli investitori sono tornati sui mercati dopo essersi in qualche modo stabilizzati in seguito allo scoppio del COVID-19, che ha causato diffusi blocchi a livello mondiale e alimentato i timori di una recessione globale”.

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