Azimut, utile netto in calo: 143 milioni nel primo semestre

Nello stesso periodo del 2019 era a 171 milioni. L’a.d. Giuliani: “Siamo in linea per centrare l’obiettivo dei 300 milioni a fine 2020”
30/07/2020 | Redazione Advisor

Primi sei mesi dell’anno positivi per Azimut, anche se l’utile netto è in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019. Il consiglio di amministrazione di Azimut Holding SpA (AZM.IM) ha approvato oggi la relazione semestrale al 30 giugno 2020 che evidenzia i seguenti dati salienti.

L’utile netto consolidato è di 143 milioni (rispetto a 171 milioni nel primo semestre del 2019). I ricavi consolidati sono pari a 476 milioni di euro (rispetto a 485,9 milioni nello stesso periodo del 2019). Il reddito operativo consolidato è di183,2 milioni (rispetto a 191,5 milioni nel primo semestre 2019). Il totale delle masse gestite a fine giugno 2020 raggiunge i 42,9 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 55,4 miliardi. La raccolta netta nei primi sei mesi dell’anno è stata di circa 1,8 miliardi di euro, di cui oltre il 50% dal business italiano e il rimanente dall’estero che oggi rappresenta il 27% del patrimonio complessivo di Gruppo. La posizione finanziaria netta consolidata a fine giugno 2020 risultava negativa per circa 84milioni, in leggero aumento rispetto ai -74,7milioni di fine giugno 2019. Nel semestre sono stati pagati dividendi ordinari per circa 137 milioni cash, è stato completato un Buyback per circa 44 milioni e sono stati fatti investimenti per lo sviluppo estero per circa 56 milioni. La PFN include anche versamenti per circa 41 milioni per acconti d’imposta, bollo virtuale e riserve matematiche. Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nel primo semestre del 2020 il Gruppo ha registrato 48 nuovi ingressi, portando il totale del Gruppo Azimut a fine giugno a 1806 unità.

Pietro Giuliani, presidente di Azimut, commenta così i dati della semestrale: “I primi sei mesi dell’anno sono stati condizionati dall’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo intero di fronte alla quale il Gruppo ha però saputo reagire prontamente e a più livelli riuscendo, anche in un contesto profondamente incerto, a conseguire solidi risultati. La performance media ponderata netta dal 2019 è infatti ritornata ampiamente in territorio positivo e si attesta ad oggi vicino al +4%. Nel semestre abbiamo anche rispettato tutti gli impegni presi con gli azionisti, al contrario di quasi tutte le realtà finanziarie italiane, distribuendo un dividendo pari ad 1 euro per azione (per un cash out complessivo di 137 milioni di euro) e completando buybacks per 44 milioni di euro. Con l’utile del primo semestre siamo in linea per centrare l’obbiettivo di raggiungere 300 milioni di euro di utile netto nel 2020 che ci eravamo prefissati ad inizio anno. Ieri abbiamo anche annunciato la prima acquisizione nel settore degli alternativi negli Stati Uniti, sancendo l’impegno di lungo termine e unendo le forze con Kennedy Lewis, una delle principali società di Private Credit fondata da professionisti di primissimo livello”.

“La forza del nostro modello di business integrato continua Giuliani - include competenze interne di gestione, derivanti dall’apporto di oltre 100 professionisti sparsi nei nostri diversi hub internazionali(che fanno di Azimut l’unica realtà italiana che ha gestori che operano in tempo reale a mercati aperti in tutti i continenti),e una rete di consulenti finanziari composta da oltre 1.800 colleghi in Italia, oltre a diversi partners all’estero. Grazie a questi valori, abbiamo saputo cogliere le opportunità del momento presentando ai nostri clienti soluzioni innovative ed uniche come il club deal per partecipare ad una delle maggiori operazioni di Private Investment In Public Equity in INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane) Spa, e rafforzato il nostro impegno negli investimenti in economia reale promuovendo il fondo AZ Eltif Ophelia, che beneficia dei vantaggi fiscali riservati ai PIR alternativi, e il primo fondo di private debt con una soglia di accesso di 5 mila euro. Con queste nuove soluzioni abbiamo arricchito la gamma di offerta sui private market che ha visto la recente chiusura delle sottoscrizioni del fondo di private equity Demos I, a cui hanno partecipato oltre 9.500 clienti”.

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