Azimut, Giuliani: “Raggiunti risultati impensabili”

Record storico di utile netto consolidato nei primi nove mesi del 2021: 322 milioni, +40% rispetto allo stesso periodo del 2020. Positiva l’attività di reclutamento: 123 nuovi ingressi a fine ottobre
11/11/2021 | Daniele Riosa

Nove mesi di continua crescita per Azimut. Il consiglio di amministrazione di Azimut Holding SpA ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2021. I risultati evidenziano ricavi consolidati pari a 866,3 milioni di euro (rispetto a 728,5 milioni nei primo nove mesi del 2020). Il reddito operativo consolidato ammonta a 353,3 milioni (291,4 milioni dello stesso periodo dello scorso anno). L’utile netto consolidato raggiunge la cifra record di 322,4 milioni contro i 230,2 milioni registrati nei primi 9 mesi del 2020.

Nel terzo trimestre i ricavi consolidati ammontano a 299,9 milioni (rispetto a 252,5 milioni nello stesso periodo del 2020). Il reddito operativo consolidato è pari a 120,5 milioni (rispetto a 108,2 milioni nel terzo trimestre dello scorso anno). L’utile netto consolidato sale a 96,4 milioni conto gli 87,1 milioni nel terzo trimestre del 2020.

Il totale delle masse gestite a fine settembre 2021 raggiunge i 52,4 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 78,6 miliardi (il dato a fine ottobre raggiunge 80,6 miliardi, il più alto mai raggiunto dal gruppo). La raccolta netta totale nei primi nove mesi dell’anno è stata di 15,3 miliardi (16,4 miliardi a fine ottobre), di cui quasi 2 miliardi fanno riferimento alla raccolta nel segmento dei private markets, che ha rappresentato quasi il 50% della raccolta in fondi del gruppo da inizio anno.

In forte crescita anche il business internazionale che ad oggi rappresenta il 39% del patrimonio complessivo di gruppo. La posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2021 risultava positiva per circa 121 milioni, in miglioramento rispetto ai 58 milioni di fine giugno 2021. Nei 9 mesi sono stati pagati dividendi ordinari per circa 136 milioni cash e sono stati fatti investimenti per lo sviluppo per circa 96 milioni. La PFN include anche versamenti per circa 50 milioni per acconti d’imposta, bollo virtuale e riserve matematiche.

Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo ha registrato 118 nuovi ingressi (123 a fine ottobre), portando il totale del gruppo azimut a fine settembre a 1852 unità. Infine, il cda ha approvato la nuova politica di dividendo per il periodo 2021-2024, fissando un Payout sull’Utile Netto ricorrente tra il 50-70%, determinato annualmente a seconda di eventuali operazioni di M&A.

Gabriele Blei, amministratore delegato di Azimut, sottolinea che “nel terzo trimestre 2021 abbiamo proseguito nel percorso di crescita raggiungendo un utile record di 322 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, di fatto già raggiungendo la parte bassa della forchetta di utile netto prevista per l’intero 2021 (350-500 milioni di euro). Questi risultati di eccellenza dimostrano la solidità ed efficienza del nostro modello di business che è da sempre fortemente incentrato sui clienti, i quali da inizio anno beneficiano di una performance media ponderata netta vicina al +7% (+17% dall’inizio del 2019). Proseguiamo anche nell’innovazione di prodotto in particolar modo nel segmento dei private markets, le cui masse totali a livello di gruppo raggiungono ad oggi i 4 miliardi. Lo straordinario lavoro della nostra rete di consulenti finanziari ci consentirà entro fine anno di consolidare l’attività di raccolta nei prodotti di economia reale, portando il peso della stessa sul totale delle masse gestite oltre l’8%".

Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding, si dice “particolarmente orgoglioso dei risultati conseguiti in questi 9 mesi. Siamo in presenza di risultati impensabili solo all’inizio dell’anno. E’ molto importante quanto fatto: sui mercati internazionali abbiamo raggiunto circa il 40% delle masse, sull’economia reale siamo proiettati per fine anno all’8% delle masse gestite totali. Abbiamo deciso di ascoltare le richieste di molti azionisti sulla definizione di una politica di dividendo che si sostanzia in un impegno per i prossimi anni a pagare tra il 50% e il 70% dell’utile netto ricorrente”.

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