Azimut: nei nove mesi crescono utile, masse gestite e CF

L’a.d. Gabriele Blei: “La nostra piattaforma globale e diversificata continua a produrre risultati anche in un contesto volatile e incerto, come dimostrano i 6,8 miliardi di raccolta netta da inizio anno e il patrimonio totale in crescita del 3%, che si attesta a 85,7 miliardi a fine ottobre, nonostante l'effetto negativo del mercato”
10/11/2022 | Redazione Advisor

Primi nove mesi dell’anno col vento in poppa per Azimut. Come comunica la società, il consiglio di amministrazione di Azimut Holding SpA ha approvato oggi il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2022.

I risultati della gestione evidenziano i seguenti dati salienti:

Ricavi consolidati nei 9M 2022 pari a 969 milioni di euro (+12% rispetto a 866 milioni nei 9M 2021) Reddito operativo consolidato nei 9M 2022 pari a 415 milioni (+17% rispetto a 353 milioni nei 9M 2021).
Utile netto consolidato nei 9M 2022 pari a 302 milioni (+4% rispetto a 291 milioni nei 9M 2021):
Il patrimonio totale medio nei 9M 2022 è cresciuto del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e si attesta a 83,2 miliardi (72,1 miliardi nei 9M 2021).
Il totale delle masse gestite
a fine ottobre 2022 raggiunge i 54,3 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 85,7 miliardi (+3% da inizio anno), con un'incidenza del business internazionale del 47%.  

Nel segmento Private Markets, Azimut ha continuato il suo percorso di forte crescita con gli AuM che hanno superato i 6,4 miliardi a ottobre 2022 (>10x rispetto all'inizio del 2020). L’incremento dei ricavi totali di Azimut Holding, pari al +12% rispetto a 9M 2021, deriva dalla forte crescita sottostante dei Total Assets ed è principalmente attribuibile all'aumento del +17% delle commissioni di gestione ricorrenti, che ammontano a 826,0milioni (vs. 705,8 milioni nei 9M 2021) e rappresentano l'85% dei ricavi totali. Ciò nonostante, i ricavi totali scontano un minore contributo delle commissioni di performance dei fondi comuni di investimento e dei prodotti assicurativi, che complessivamente ammontano a 37.7milioni nel periodo (rispetto a 67.2 milioni nei 9M 2021) a causa del contesto di mercato negativo.

Nonostante il contesto inflazionistico, i costi operativi totali si confermano sotto controllo a 553,8 milioni nei 9M 2022 (+8% rispetto a 513 nei 9M2 021) con una crescita inferiore rispetto allo sviluppo dei ricavi. Di conseguenza, l'utile operativo è cresciuto del 17% a 415,1milioni (353,3 milioni nei 9M 2021) e il margine operativo si attesta a 43%(41% nei9M2021), in miglioramento grazie al rigoroso controllo dei costi e al de-consolidamento di Sanctuary.  L'utile netto ammonta a 302,3 milioni (rispetto a 290,5 milioni nei 9M 20212) ed evidenzia un incremento del 4% nonostante il minor contributo delle commissioni di performance rispetto all'anno precedente e l'aumento dell'aliquota fiscale nei 9M2 022.

La Posizione Finanziaria Netta consolidata a fine settembre 2022 risulta positiva per circa 364 milioni, in crescita di 76 milioni rispetto alla fine di giugno. Inoltre, il dato di settembre 2022 si confronta con i 408,5 milioni di fine dicembre 2021, tenuto conto del pagamento del dividendo per cassa e del dividendo relativo agli strumenti finanziari partecipativi nel primo semestre del 2022 per un importo totale di 261 milioni.

Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi nove mesi del 2022 il Gruppo e le sue divisioni hanno registrato 89 nuovi ingressi, portando il totale del Gruppo Azimut a fine settembre a 1.866 unità.

Gabriele Blei, amministratore delegato del gruppo, commenta: “La nostra piattaforma globale e diversificata continua a produrre risultati anche in un contesto volatile e incerto, come dimostrano i 6,8 miliardi di euro di raccolta netta da inizio anno e il patrimonio totale in crescita del 3%, che si attesta a 85,7 miliardi di euro a fine ottobre, nonostante l'effetto negativo del mercato. Registriamo un continuo sviluppo per i nostri prodotti di private markets, con una raccolta netta da inizio anno di 1,6 miliardi di euro, sostenuta da un’ampia offerta di fondi di private credit, private equity, real asset e VC. Tramite i nostri consulenti finanziari supportiamo i clienti a ottimizzare l’asset allocation, a ridurre la volatilità del portafoglio nel breve termine e a migliorare i loro profili di rischio-rendimento nel medio-lungo periodo. Con quasi il 12% degli AuM totali provenienti dai mercati privati, guardiamo avanti con fiducia per raggiungere l'obiettivo di 15%entro la fine del 2024. Il nostro modello di business ha dimostrato la sua forza nel tempo, come evidenziano la crescita dei ricavi del +12%, il rigoroso controllo dei costi nonostante il contesto inflazionistico e la crescita dell'utile operativo del 17% su base annua. Nei prossimi anni sfrutteremo ulteriori occasioni di crescita organica e inorganica in Italia, all'estero e nei private markets al fine di continuare a sviluppare opportunità di investimento all'avanguardia per generare performance per i nostri clienti e valore sostenibile per tutti i nostri stakeholder".

Pietro Giuliani, presidente del gruppo, sottolinea: “Come da quasi vent’anni, Azimut è in linea con i target annuali annunciati: 400 milioni di euro di utile netto e 6–8 miliardi di euro di raccolta netta e circa il 12% delle masse gestite in private markets. Risultati resilienti raggiunti in un contesto come quello attuale particolarmente complesso. I nostri clienti hanno ad oggi una performance netta media ponderata da inizio anno di oltre 3% (302 bps) rispetto ai concorrenti italiani ed esteri ben rappresentati entrambi dall’indice Fideuram dei fondi comuni italiani".

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