Invesco lancia una nuova sfida ai competitor

Forte dei risultati degli ultimi due anni, la casa d'investimento di Atlanta si prepara a scrivere un nuovo capitolo nel mondo dei bilanciati.
06/02/2014 | Redazione Advisor

"Stiamo costruendo una storia eccezionale". Così Giuliano D'Acunti, head of sales per l'Italia di Invesco, commenta il 2013, che non è stato solo un anno record per l'industria del risparmio gestito italiano, ma anche un anno di grande raccolta per la sgr americana che ha superato per il secondo anno consecutivo i 2 miliardi di euro di raccolta netta, registrando un risultato superiore a quello del 2012 di quasi il 30% (fonte Assogestioni, ndr).

 

"Numeri importanti che confermano, da un lato, l'eccezionalità del settore e, dall'altro, l'efficacia della strategia che stiamo seguendo in Italia" spiega ad AdvisorOnline D'Acunti che ha le idee chiare sui trend che hanno favorito questi risultati.

 

"Credo che siano due i fattori che hanno favorito i record registrati nel 2013: uno riguarda la relazione tra distributori e gestori. L'altro riguarda i prodotti" chiarisce l'head of sales per l'Italia di Invesco. "Sul primo aspetto è indubbio che banche e reti hanno cambiato la loro relazione con le SGR e oggi cercano, sotto la spinta anche delle esigenze della clientela, sempre più strumenti di qualità. Qualità, professionalità e affidabilità sono elementi essenziali per reti e banche. Se una società di gestione non è in grado di garantire questi tre aspetti difficilmente riesce a siglare accordi e difficilmente può ottenere risultati importanti. Noi, come Invesco, abbiamo avuto la possibilità in questi anni di sfruttare al meglio le sinergie del gruppo e di mettere a disposizione dei nostri partner strumenti di qualità".

 

Una qualità di prodotto che, secondo D'Acunti, porta in superficie l'altro elemento che ha spinto in maniera forte la raccolta netta nel 2013: "la necessità di aumentare l'esposizione sull'equity". Invecchiamento della popolazione e bassi tassi di interesse sono, secondo D'Acunti, alcuni dei fattori che hanno creato uno scenario favorevole all'aumento della quota azionaria nei portafogli degli investitori, ma si sa "in Italia è difficile portare gli investitori su strumenti azionari puri, non è un caso che la miglior raccolta nel 2013 abbia riguardato il mondo dei bilanciati". 

 

E non è un caso che i prodotti di punta di Invesco appartengano proprio a questa gamma di strumenti. "Abbiamo portato sul mercato italiano il "risk parity" cinque anni fa" chiosa subito D'Acunti. "Oggi tutti parlano di bilanciati, ma come Invesco ci siamo posizionati su questo mercato già da diversi anni e se guardo al portafoglio dei nostri clienti vedo una componente core proprio nel risk parity, una strategia che permette di esporsi intelligentemente su azioni, obbligazioni e altre asset class".

 

Non solo. "La soluzione risk parity non è stata la nostra sola risposta alle esigenze del mercato. Nell'ottica della ricerca della qualità abbiamo messo a disposizione dei nostri partner anche strumenti più vicini al mondo obbligazionario, come il Pan European High Income Fund, che soddisfa gli appassionati di bond senza dimenticare le azioni" continua D'Acunti che annuncia per il 2014 una nuova sfida ai competitor.

 

"Siamo pronti a innovare nuovamente il mondo dei prodotti bilanciati" chiosa l'head of sales per l'Italia di Invesco, che oggi incontrerà i consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) in occasione dell'evento Anasf ConsulenTia 2014 organizzato presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma. "Presto presenteremo sul mercato un nuovo strumento in attesa di autorizzazione e scriveremo un nuovo capitolo nel mondo dei bilanciati".

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