La ricetta di AllianzGI per guadagnare in Asia

AdvisorOnline.it ha seguito l'Asian Conference di Berlino. Ecco i punti di vista dei gestori e senior strategist della casa di investimento tedesca
10/06/2016 | Massimo Morici

L'Asia continua ad avere un grande potenziale anche se non è detto che le politiche messe in atto riescano a supportare la crescita. L'analisi è di Neil Dwane, global strategist di AllianzGI che ha aperto l'Asian Conference, a cui ha partecipato Advisoronline.it. L'evento si è tenuto l'8 e il 9 giugno a Berlino e ha visto tra i relatori i gestori e senior strategist della casa di investimento tedesca guidata dal ceo Andreas Utermann (nella foto). Dwane ha sottolineato che le preoccupazioni sul Renminbi (la valuta cinese) sono eccessive: "Ci aspettiamo un ulteriore minore svalutazione dai livelli attuali". "Con la Cina che sta tentando di ribilanciare la propria economica, tutta l'Asia dovrà tentare di creare nuovi modi per crescere. Le riforme in India e Indonesia, oltre alla Cina, e l'emergere di Myanmar offrono potenziali di sviluppo" prosegue Dwane.


Protagonista della conferenza è stata la Cina, il colosso della regione. Dal punto di vista azionario, Raymond Chan, cio equity Asia Pacific di AllianzGI vede interessanti opportunità di investimento per gli stock pickers. In particolare, secondo l'esperto le small e mid cap offrono migliori chance di crescita rispetto alle large cap. "I buyback e i dividendi stanno diventando un tema importante per le società quotate in Asia, negli ultimi dieci anni l'universo dei titoli asiatici con dividendi significativi è quadruplicato" spiega Chan. Quanto ai settori, l'esperto ha detto di preferire l'e-commerce, le telecomunicazioni, mobile data e l'equipaggiamento ferroviario. Il gestore, invece, suggerisce di evitare le banche, controllate dallo Stato, perché il ciclo dei NPL sta peggiorando, e l'healthcare per le forti pressioni sui prezzi.


Parlando dei corsi azionari, Chan ha detto che le valutazioni attualmente più basse rispetto ai mercati dei paesi sviluppati, il dollaro debole e il recente posizionamento degli investitori globali continueranno a sostenere le Borse asiatiche nei prossimi mesi. E gli shock esterni? Sono sostanzialmente due gli eventi da monitorare. "Brexit, perché Hong Kong ha forti legami economici con il Regno Unito, e le presidenziali negli USA. L'elezione di Trump sarebbe un disastro per l'Asia perché la sua sarà una politica protezionistica, ma anche Hillary Clinton non sembra particolarmente favorevole alla Cina" dice Chan.


Dal punto di vista macro, Christina Chung, capo del China equity di AllianzGI, ha sottolineato che "sebbene ci sano segnali di indebolendo, il rischio di un collasso sistemico è limitato". Quanto alle tre Borse del Dragone, il gestore ha ricordato che le società quotate a Hong Kong hanno aumentato i buybuck e che le H share (quotate a Hong Kong) dallo scorso anno trattano a sconto rispetto alle A share (quotate a Shanghai e Shenzhen). Kunal Ghosh, senior portfolio manager dell'azionario emergente di AllianzGI, ha portato al centro della discussione il tema dei consumi, che traineranno la crescita del continente nei prossimi anni, rispetto agli investimenti.

"I segmenti connessi con questo tema avranno in futuro un ruolo ben maggiore rispetto al corrente peso che hanno negli indici di riferimento" ha sottolineato Ghosh, sottolineando che solo una gestione attiva è in grado di catturare e anticipare le potenzialità dell'Asia. La divisione Asia-Pacific di AllianzGI gestisce un patrimonio complessivo di 32 miliardi di euro, di cui 14 miliardi in azioni, 12 miliardi in reddito fisso e 6 miliardi in multi-asset; conta 100 investitori professionali e 150 relationship manager.

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