GAM, per gli NPL serve lo stesso trattamento dei subprime

Davide Marchesin, gestore del team azionario non direzionale di GAM, analizza il problema dei crediti in sofferenza e le possibili soluzioni, con spunti dalla crisi Usa del 2008
18/07/2016 | Davide Mosca

"La soluzione più efficace da parte della Bce potrebbe essere quella di adottare lo stesso approccio seguito dalla Fed per rimediare ai danni causati dalla crisi dei subprime." Davide Marchesin, gestore del team azionario non direzionale di GAM, non teme il paragone più scomodo; quello tra crediti in sofferenza e i famigerati subprime, legati alla più grave crisi economica del terzo millennio. 

 

 

"Nel 2008 - fa notare Marchesin -  il Congresso firmò il TARP, Troubled Asset Relief Program, permettendo al Dipartimento del Tesoro di acquistare o di assicurare miliardi di asset in sofferenza. Permettere alla Bce di acquistare asset in sofferenza e coprire eventuali deficit di capitale che dovessero emergere, restituirebbe credibilità. Fino ad allora, le banche europee rimarranno decisamente sotto pressione."

 

 

Il panorama italiano, in particolare, contrassegnato da un decennio di crescita debole, è caratterizzato da un preoccupante stock di crediti deteriorati di origine diffusa. Il sistema europeo è considerato da Marchesin solido nel complesso ma il rischio derivante dall'elevato Texas ratio raggiunto negli ultimi anni impone un deciso intervento per colmare le debolezze sistemiche.

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