PIR, si alza il velo sul portafoglio dei fondi già autorizzati

La raccolta netta dei piani individuali di risparmio continua a crescere. Ma al momento ne stanno beneficiando solo alcune mid-small cap. In particolare solo....
29/05/2017 | Redazione Advisor

"Dopo che i dati ufficiali di Assogestioni indicano una raccolta di circa 3 mld di euro nei primi 4 mesi, il governo ha appena rivisto le stime ufficiali sulla raccolta dei fondi PIR per quest’anno da 1,8 mld di euro a 10 mld di euro e sono nati 38 nuovi fondi, di cui solo 15 provenienti dalla conversione di fondi già esistenti. Di questi il 42% (16 fondi) investono solo in equity ed hanno un benchmark azionario italiano, con una componente su mid-small caps più o meno accentuata". Ad affermarlo Guglielmo Manetti, Vice Direttore Generale di Intermonte Advisory e Gestione (la divisione di Intermonte SIM che si occupa di risparmio gestito e advisory), in un report dedicato all'attuale offerta dei PIR in Italia. Un'offerta che al momento, al di là della raccolta, ha avuto un impatto soprattutto sulle mid-small caps di maggiori dimensioni e soprattutto più liquide. 

 

"Abbiamo analizzato le performance del nostro panel di mid-small caps per quartili (ovvero 62 società per quartile su 248 totali) classificandole sia per capitalizzazione che per volumi medi giornalieri scambiati" spiega Manetti nel report. "I risultati possono essere così riassunti: le  mid-small  caps  dei  primi  2  quartili  (ovvero  il  primo  50%  del  nostro  panel,  misurate  per capitalizzazione e/o volumi medi giornalieri scambiati) sono quelle che hanno offerto mediamente la performance mediana migliore da inizio anno a oggi; le società del 4° quartile sono quelle che hanno avuto la performance più bassa del gruppo".

 

Ma se si considerano i quartili classificati per liquidità dei titoli e non per capitalizzazione emerge che: "le società del primo quartile sono quelle che offrono una distribuzione a campana della performance la più “normale” possibile rispetto alla performance media del cluster. In pratica, acquistando una delle 62 società del gruppo avrei avuto la maggiore probabilità di avere una performance vicina a quella della media; nessuno degli altri 3 quartili ha offerto una distribuzione di performance altrettanto ordinata. In pratica la generazione di performance in questi gruppi era più legata alla scelta del titolo rispetto ad un acquisto indiscriminato di tutti i titoli del paniere" continua il report di Intermonte Advisory che giunge appunto alla conclusione che "da inizio anno il mercato ha chiaramente favorito le mid-small caps di maggiore dimensione e più liquide. Investire nei 3 quartili meno liquidi ha invece comportato rischi maggiori rispetto al rendimento medio, ma anche ritorni più alti con uno stock picking corretto" conclude Manetti.

 

Ma qual è la percentuale di investimenti in mid-small cap nei PIR attualmente presenti sul mercato? Ecco di seguito l'elenco dei fondi PIR autorizzati e la loro rispettiva esposizione  in mid-small cap.

 

 

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