Sparisce l'incertezza politica, fari puntati su Bce e Fed

La divergenza tra le politiche monetarie tornerà al centro dell’attenzione dei mercati finanziari
13/06/2017 | Massimo Morici

C'è troppa tranquillità sui mercati? Se si prende come riferimento la volatilità delle quotazioni azionarie, i primi cinque mesi dell’anno sono trascorsi all‘insegna della tranquillità: l’indice della volatilità VIX resta pressoché stabile e ancorato su livelli modesti nonostante gli avvenimenti di questo 2017 siano stati fonte di grande agitazione. Nel contesto attuale non mancano comunque ragioni per guardare al futuro con particolare attenzione. 

A partire dai rischi politici, soprattutto relativi alla deglobalizzazione. "Tale processo favorisce l’aumento dell’inflazione e ostacola la crescita: una situazione svantaggiosa per tutti. Il calendario politico in Europa, con un focus sui negoziati della Brexit, e in particolare nell’area euro resta piuttosto fitto. In Austria si andrà alle elezioni e non si escludono consultazioni anticipate in Italia. L’Eurogruppo deve inoltre discutere la questione dei sei miliardi di euro da assegnare alla Grecia per rifinanziare i debiti in scadenza a luglio" commenta Hans-Jörg Naumer, global head of capital markets & thematic research di Allianz Global Investors.

Resta da vedere in che modo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) terrà fede ai propri impegni. La divergenza tra le politiche monetarie di Federal Reserve e la Banca Centrale Europea molto probabilmente sarà oggetto di nuovi animati dibattiti sui mercati finanziari. "Contrariamente alle nostre previsioni, sembra che gli investitori scontino una linea della Fed più accomodante di quanto ci sia effettivamente da aspettarsi. La crescita tendenziale globale resta contenuta a causa dell‘andamento demografico, del modesto aumento della produttività e di un indebitamento troppo elevato a livello mondiale" prosegue Naumer.

Sul fronte positivo, l'esperto fa notare il proseguimento della ripresa dell‘economia globale nonostante i segnali di un leggero rallentamento ciclico, l’incertezza politica che continua a caratterizzare l’area euro (ridotta visti i risultati delle recenti elezioni) e le crisi che avrebbero potuto minacciare l’esistenza dell’Eurozona che sono state evitate. "Nonostante la divergenza di cui abbiamo parlato, nel complesso la politica monetaria globale resta estremamente espansiva" conclude Naumer.

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