Lemanik, sugli high yield evitare scadenze oltre i due anni

Fabrizio Biondo, gestore obbligazionario dell'asset manager svizzero, fa il quadro sull'asset class pewr il 2018, individuando i settori più interessanti
24/11/2017 | Redazione Advisor

Rendimenti medi annualizzati oltre il 6,5% negli ultimi 5 anni per il mercato globale degli high yield che si appresta a chiudere un 2017 complessivamente positivo. Non mancano però avvisaglie di un possibile cambio di rotta, motivo per cui, spiega Fabrizio Biondo, gestore obbligazionario di Lemanik, nella sua analisi prospettica dell'asset class, sarà necessario monitorare con attenzione i fondamentali, inflazione in primis.

 

La situazione appare comunque positiva, soprattutto per quanto riguarda l'Europa, dove la crescita migliore del previsto ha condotto a una riduzione ulteriore dell’indebitamento e i fallimenti attesi a 12 mesi restano molto bassi, compresi tra il 2% e il 3%. "In questo contesto - spiega Biondo - siamo cauti sulle obbligazioni high yield con scadenze superiori ai due anni e guardiamo piuttosto al multi-valutario a cambio coperto e a vita media residuale ultracorta: questo consente di abbinare un rendimento interessante a rischi di tasso e di credito contenuti."

 

"Dal punto di vista geografico - prosegue il gestore Lemanik - puntiamo a una ripartizione bilanciata tra Paesi sviluppati ed emergenti e investiamo in otto diverse valute a cambio coperto. Metà dell'esposizione ai paesi sviluppati deriva dal mercato high yield scandinavo, il resto dal mercato high yield americano e da quello europeo, mentre non abbiamo in portafoglio bond high yield di aziende italiane in questo momento, perché in Italia non sono presenti titoli interessanti con scadenze comprese nei prossimi due anni”.

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