Gestore della settimana: "La caccia al rendimento prosegue, ma occorre ridurre i rischi"

Occorre adottare un approccio globale e uncostrained: meglio evitare l'high yield, considerando l'attuale fase del ciclo economico
29/01/2018 | Massimo Morici

L'era dei bassi tassi forse è destinata a prolungarsi più di quanto si aspettano gli investitori, nonostante le banche centrali sembrino ormai avviate lungo il processo di normalizzazione della politica monetaria. E se consideriamo che il ciclo economico degli USA, prima economia del mondo, è giunto ormai a una fase matura, le prospettive per gli investitori nel reddito fisso non sono certo entusiasmanti. Anche perché i rischi aumentano, mentre di opportunità per guadagnare in giro se ne trovano sempre di meno.

"I problemi strutturali delle economie occidentali continuano a persistere: alto livello di indebitamento invecchiamento della popolazione e aumento dell’ineguaglianza nella ricchezza delle famiglie. Questi fattori continueranno a far sì che la crescita resti su livelli piuttosto bassi, costringendo le banche centrali a mantenere un ambiente di bassi tassi a lungo. È quello che prevede il nostro scenario di base” spiega Claudio Ferrarese (nella foto), gestore del fondo FF Flexible Bond di Fidelity International, che ha incontrato la stampa a Milano poco prima di Natale.

"Le opportunità sul mercato si sono ridotte, i rendimenti continuano a essere al tappeto nel segmento governativo, dove ormai c'è scarsa liquidità, e l’incertezza che continua a persistere, stanno rendendo il lavoro dei gestori più difficile. La soluzione in questo ambiente non può che essere un approccio globale, uncostrained e a ritorno assoluto, anche perché un investitore obbligazionario non deve dimenticare il trade - off tra la ricerca di reddito e la diversificazione dall’azionario” prosegue Ferrarese. "Le nostre preferenza vanno alle obbligazioni societarie rispetto ai governativi. In particolare, nel credito preferiamo il segmento IG rispetto all’high yield, considerando l’attuale fase del ciclo economico e del credito”.

Ferraresi durante l'incontro ricorda che molti investitori negli ultimi anni ala ricerca di rendimento si sono riversati sui segmenti high yield e sui bond emergente, ma che queste due sono asset class con un’alta correlazione all’azionario e ciò, arrivati a questa fase del ciclo, che negli USA ha raggiunto una fase matura, potrebbe costituire un rischio nel breve - medio termine, anche perché stiamo vivendo in un eccezionale periodo di bassa volatilità che è destinato a non durate troppo a lungo (negli ultimi 50 anni è successo altre due volte, per non più di un anno, tra il 1005 e il 1996 e tra il 1972 e il 1973).

Ferrarese ricorda che l’hig yield confina a sovraperformare e ciò potrebbe continuare nel breve termine, ma occorre cautela nelle aree a più bassa qualità perché le valutazioni appaiono un po’ troppo “tirate” in questo segmento dove forse è meglio non stare quando le banche centrali inizieranno a ridurre la liquidità dai mercati per ridurre i loro bilanci gonfiati a dismisura in questi ultimi anni. In ultimo Ferrarese ricorda che l’obiettivo del fondo FF Flexible Bond è di mettere a segno delle performance superiori alla media del mercato ma con minore livello di rischio e volatilità più bassa rispetto a un prodotto che investe in obbligazioni high yield (ad alto rendimento)

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