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Teverson (Jupiter AM): "Dobbiamo parlare di guerra commerciale"

8/6/2018 | Davide Mosca

L'head of strategy emerging market dell'asset manager spiega come le tensioni USA-Cina abbiano superato la soglia di guardia e come agire per difendersi


L'escalation dele tensioni commerciali, in particolare tra USA e Cina non può più essere considerata una strategia messa in atto dall'amministrazione USA in ottica di pura negoziazione. Secondo Ross Teverson, head of strategy emerging markets di Jupiter AM, siamo di fronte ad una "partita a ping pong su scala mondiale" troppo intensa per non essere classificata come una vera e propria guerra commerciale.

 

Dall'inzio delle tensioni, infatti, il clima è andato surriscaldandosi in maniera costante e allargandosi a molteplici settori economici, sebbene le maggiori tensioni permangano nei comparti automobilistico e tecnologico. "A giugno - fa notare Teverson - le esportazioni cinesi sono risultate solide, con un aumento dell'11,3% su base annua, dato probabilmente favorito dal fatto che si è tentato di anticipare temporalmente l’applicazione dei dazi. La Cina - prosegue - non potrà rispondere colpo su colpo alle sanzioni commerciali degli Stati Uniti, ma può rendere la vita difficile al Paese dato che possiede più di mille miliardi di dollari di Treasury, che potrebbe vendere mettendo in grande difficoltà i mercati finanziari".

 

Cosa significa tutto questo in ottica di asset allocation? Secondo l'head of strategy emerging market di Jupiter AM, continuano ad essere presenti sui mercati opportunità in grado di fornire rendimenti stabili nel medio lungo termine, a patto di aumentare il livello di selettività. "Nel breve termine - spiega - le preoccupazioni legate alle guerre commerciali continueranno probabilmente a persistere, tuttavia ci si esporrà ad esse principalmente attraverso i produttori di acciaio o di automobili. Crediamo che concentrandosi sulle opportunità di tipo bottom-up e garantendo al contempo un'esposizione diversificata ai mercati emergenti sia possibile limitare la volatilità derivante dai rischi politici di qualsiasi area geografica. Tra i settori in cui riteniamo si verificheranno tali evoluzioni a lungo termine - conclude - figurano l'integrazione finanziaria ed il settore dei viaggi e del turismo, che a nostro avviso è spesso trascurato ma può rappresentare una possibile fonte di rendimento sostenibile per i prossimi decenni."

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