NN IP, se il protezionismo spinge la domanda interna cinese

Le tensioni sul commercio provocano contromosse da parte del gigante asiatico. Cosa sta cambiando secondo Maarten-Jan Bakkum, senior strategist emerging markets della società
07/08/2018 | Redazione Advisor

Sebbene le conseguenze a lungo termine di un'escalation delle tensioni sul commercio globale non siano calcolabili, nel breve periodo, secondo Maarten-Jan Bakkum, senior strategist emerging markets di NN Investment Partners, le azioni messe in atto dalla Cina sono adeguate a mitigare i rischi per gli investitori. In particolare, afferma Maarten-Jan Bakkum, "Pechino sta facendo tutto il possibile per limitare eventuali danni al suo export, non aggravando inutilmente il conflitto con gli Stati Uniti e, ove possibile, intensificando le relazioni commerciali con l'Europa e altri paesi. Allo stesso tempo - prosegue - la Cina ha iniziato ad adottare misure per alimentare la sua economia interna, così da compensare i venti contrari esterni."

 

Questo secondo aspetto risulta particolarmente rilevente per l'investimento nei mercati emergenti, ma pone un problema sulla portata delle misure a sostegno della domanda domestica in un momento in cui, contestualmente, il governo di Pechino è impegnato nel processo di riduzione di dipendeza dal credito, principale problema strutturale dell'economia cinese. 

 

Che cosa può fare la Cina per rilanciare l'economia nazionale senza invertire la sua strategia? "Pechino - spiega senior strategist emerging markets di NN IP - ha appena compiuto molti progressi nella riduzione dei rischi per il sistema finanziario. Non ci saranno misure di stimolo aggressive come nel 2008, ma alla fine c'è sempre spazio per stimolare selettivamente l'economia cinese. La notizia più recente è che tutte le principali banche sono ora invitate a concedere prestiti più tradizionali alle piccole e medie imprese e in particolare a finanziare investimenti green. Nei prossimi mesi possiamo aspettarci ulteriori misure di questo tipo. La domanda interna cinese crescerà un po' più rapidamente, il che normalmente dovrebbe essere positivo per gli altri mercati emergenti."

 

Se dunque da un lato non è possibile escludere un ulteriore deterioramento dei rapporti Cina-USA, e relative conseguenze per l'economia del dragone, dall'altro appare più rilevante in ottica di esposizione di breve e medio periodo ai mercati emergenti la ripresa della domanda interna cinese "a causa delle misure protezionistiche adottate dal governo statunitense."

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