Previsioni di mercato per il 2019 più cupe del quadro economico

L'analisi degli esperti di Lazard AM sottolineano l'inasprimento delle condizioni finanziarie, il protezionismo, le sfide politiche europee e le difficoltà di riequilibrio dell'economia cinese
30/11/2018 | Greta Bisello

Torna la volatilità è l'incertezza tra gli investitori. Il 2018 si chiude in maniera molto diversa rispetto all'anno precedente che aveva visto una sincronizzazione a livello globale soprattutto sul piano della crescita. 

Secondo l'analisi per il 2019 di Lazard AM sono quattro gli elementi cui sarebbe bene badare.

Il primo è il miglioramento continuo delle finanze delle famiglie americane, consolidando le basi per una crescita sostenuta. Secondo gli esperti la crescita dei salari aumenterà nel 2019 da circa il 3% al 4%, un livello che era più comune prima della crisi finanziaria. Nella misura in cui questo aumento della crescita salariale dovesse realizzarsi, ci si aspetterà  di vedere un aumento della fiducia e della spesa dei consumatori portare a un ciclo virtuoso che estende l'espansione economica. Tuttavia, una maggiore crescita dei salari non è una certezza.

Un secondo punto è quello del protezionismo che minaccia crescita e profitti aziendali. Dacché quest'ultime potrebbero durare sino a tutta la presidenza Trump. Ciò che non è ancora chiaro è come gli altri paesi risponderanno alle nuove politiche commerciali degli Stati Uniti, e se le preoccupazioni ampiamente diffuse sulle politiche economiche della Cina possano essere risolte in un contesto multilaterale che sia meno dirompente per la crescita globale. Il nostro caso base è che il mercato stia sottovalutando il grado di escalation della controversia commerciale. Se questo è accurato, potrebbe esserci uno svantaggio materiale nelle stime degli utili che presenta rischi per i mercati azionari.

 

Anche l'Europa spaventa soprattutto sul fronte politicol'effetto più generale dell'aumento del populismo è stato il debole governo delle coalizioni in tutti i maggiori Stati membri della zona euro. Ciò ha indebolito le riforme a livello sia nazionale che europeo, limitando gli strumenti disponibili per sostenere l'economia nella prossima recessione, soprattutto perché la Banca centrale europea (BCE) intende mantenere tassi di interesse negativi "almeno per l'estate 2019. "

Infine, la scelta della Cina tra sostenere la crescita e affrontare gli squilibri strutturali. Il Paese deve inltre fronteggiare le problematiche derivanti dal punto precedente, quello delle tensioni commerciali con il Presidente Trump. L'opinione degli esperti di Lazard è che se obbligati a scegliere tra una crescita indesiderabilmente debole e un ritorno alla rapida crescita del credito, le autorità progetterebbero un atterraggio morbido attraverso una maggiore leva finanziaria, sia nel settore statale che in quello privato. L'esperienza del 2015 e del 2016 suggerisce che qualunque sia la scelta, avrà importanti ripercussioni sull'economia e sui mercati globali.

 

Ronald Temple, CFA, co-head of multi-asset and head of US equity,  Lazard Asset Management: "Le previsioni di mercato per il 2019 sono più cupe del quadro economico. Rimaniamo cautamente ottimisti sugli attivi di rischio, compresi i titoli azionari, ma osserviamo numerose nubi temporalesche che si profilano all'orizzonte, tra cui l'inasprimento delle condizioni finanziarie, il protezionismo, le sfide politiche europee e le difficoltà di riequilibrio dell'economia cinese. Fortunatamente, le valutazioni azionarie a livello globale sono generalmente in linea rispetto all'ultimo decennio. Il mercato statunitense è un'eccezione, ma anche l'indice S&P 500 è solo 0,5 più costoso rispetto alla sua variazione standard degli ultimi dieci anni”.

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