Azioni europee, un’asset class incompresa, come l’Italia

L'analisi di Niall Gallagher, responsabile delle strategie azionarie europee di GAM Investments
03/12/2018 | Redazione Advisor

L’economia europea sta crescendo a un buon ritmo, intorno al 2-2,5% all’anno. Sebbene la crescita quest’anno abbia rallentato un po’, la disoccupazione continua a scendere, in particolare in Spagna e in Italia, e i salari aumentano. Queste dinamiche incoraggiano dunque i consumi. La disoccupazione giovanile non è ancora sui minimi del 2007 ma sta migliorando molto. 

 

Le prospettive macroeconomiche positive riguardano, secondo Niall Gallagher, responsabile delle strategie azionarie europee di GAM Investments, anche l’economia italiana, che viene considerata come una delle aree più deboli del continente. Certo, il governo in carica ha un orientamento populista e questo potrebbe generare qualche rischio; ma i fattori economici sottostanti sono positivi. L’Italia ha un avanzo delle partite correnti, un avanzo primario e uno dei tassi di risparmio più alti al mondo. Inoltre, il Nord del Paese è particolarmente ricco e vanta mercati all’esportazione robusti.

 

Dopo la crisi finanziaria globale nel 2008, i mercati azionari europei sono rimasti indietro rispetto agli Stati Uniti. Mentre il mercato statunitense è per il 50% circa oltre il livello massimo del 2007, l’Europa viaggia ancora per il 20% al di sotto del suo picco precedente. Questo differenziale è attribuibile alla crisi dell’Eurozona del 2010-2012, che ha provocato una profonda recessione in Paesi come Spagna, Italia, Portogallo, Grecia e Irlanda. È solo negli ultimi cinque anni che abbiamo assistito all’inizio della ripresa in Europa.

 

L'esperto prosegue credendo che l’Eurozona stia recuperando bene e che, grazie alla crescita degli utili, potrebbe presto raggiungere il mercato azionario americano. La crescita degli utili sottostante in Europa è dell’8-10% all’anno e ci aspettiamo che continui su questa strada. Rileviamo opportunità particolarmente interessanti in alcuni settori. Automobili e costruzioni, per esempio, stanno recuperando, partendo da livelli molto bassi, e da due anni a questa parte è iniziato un ciclo di espansione che sarà probabilmente di lunga durata. Ci incoraggiano, in particolare, il potenziale e i tempi di crescita di tali settori.

 

Normalmente si ritiene, sbagliando, che le azioni europee siano esposte unicamente alle economie della regione. Certamente, gli utili locali in Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda e la crescita molto positiva degli investimenti in Germania rappresentano una fonte importante dell’incremento dei ricavi, ma l’Europa offre molto di più agli investitori. Infatti, quasi il 40% dei ricavi proviene da altre regioni al di fuori dell’Europa, in particolare dai mercati emergenti. In questo senso, le azioni europee offrono agli investitori un’esposizione sui segmenti più dinamici e in più rapida crescita dell’economia mondiale che, secondo noi, costituiranno la forza trainante degli utili nei prossimi dieci anni. 

 

Per quanto concerne gli utili nei mercati emergenti, buona parte deriva dalla Cina. Volkswagen, per esempio, è sbarcata nel Paese nel 1986 e oggi è il più grande produttore di auto locale. Alla fine degli anni ‘80 e all’inizio degli anni ‘90, ogni auto a Shanghai era una Volkswagen Passat, perché quella era l’unica opzione disponibile. Il caso di Volkswagen non è un’anomalia. Infatti, molte aziende europee sono entrate presto nei mercati emergenti e hanno consolidato la loro presenza. Molte tra di loro, grandi e redditizie, sono quindi presenti oggi in Cina.

 

Secondo GAM, la ripresa in Europa, abbinata alla rincorsa dei mercati azionari statunitensi e alla crescita secolare nei mercati emergenti, dimostra che le azioni della regione hanno molto più da offrire rispetto a quanto spesso si creda. Crediamo che le prospettive a lungo termine per l’economia e le imprese europee siano positive, con diversi anni di robusta crescita degli utili. Ci aspettiamo dunque che questi mercati prosperino in futuro.

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