SPDR ETFs, la MiFID II e l'effetto sostituzione attivi-passivi

Francesco Lomartire, responsabile per l’Italia di SPDR ETFs, spiega come cambierà il contesto di mercato nei prossimi dodici mesi e quale sarà l'evoluzione dell'universo degli investimenti
11/12/2018 | Davide Mosca

Il Global Market Outlook di State Street Global Advisors mette in evidenza come il 2019 sarà un anno non semplice ma pur sempre di sviluppo. AdvisorOnline ha intervistato Francesco Lomartire, responsabile per l’Italia di SPDR ETFs, per capire come il contesto di mercato e l'evoluzione dell'universo degli investimenti influiranno sulle scelte da operare nei prossimi 12 mesi.

 

Quali sono i movimenti più importanti che vi attendete per il prossimo anno?

Prendendo in considerazione il nostro portafoglio modello, il posizionamento sull’azionario americano rimane di sovrappeso, e manteniamo una view positiva sul dollaro in termini valutari. Per quanto riguarda l’obbligazionario, vista la fase di normalizzazione dei tassi ormai avviata, una maggiore attenzione verrà posta sul comparto short duration, prediligendo scadenze a breve termine rispetto a quelle medie e lunghe. In relazione alla qualità del credito, la preferenza sarà per gli investment grade rispetto agli high yield, visto che ci spingiamo verso una fase avanzata del ciclo economico. Infine il giudizio positivo è confermato per quanto riguarda il debito emergente in valuta locale.

 

Riguardo all’Europa, quali sono le previsioni della società?

È indubbio che ci siano rischi politici specifici legati al Vecchio Continente. La definizione dei dettagli dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione e i rapporti tra l’Italia e Bruxelles continuano a destare preoccupazione e impongono maggiore prudenza rispetto al passato. Geograficamente preferiamo in modo netto gli Stati Uniti rispetto all’Europa, dove crediamo sia necessario essere estremamente selettivi nell’esposizione. Se pensiamo ad esempio alle necessità di impiego della liquidità che possono avere gli investitori europei, e italiani in particolare, un’importante opportunità, non eguagliata da asset classes relative al Vecchio Continente, è rappresentata dai Treasuries americani a scadenza 1-3 anni. 

 

Come sarà il 2019 di SPDR ETFs? Quali i temi e i prodotti su cui punterete maggiormente?

Ci aspettiamo un grosso impatto dalla normativa MiFID II nel corso del nuovo anno. Manca ormai poco alla presentazione ai clienti della prima rendicontazione dettagliata relativa ai costi di advisory e gestione. L’attenzione degli investitori su questo tema crescerà, con beneficio per l’intera industria degli ETF e un aumento dell’effetto di sostituzione da attivi a passivi. A livello sistemico, ci aspettiamo una significativa migrazione di asset verso strumenti più efficienti da un punto di vista dei costi. Come SPDR ETFs vogliamo portare avanti la nostra forte selling proposition sul settore obbligazionario e vediamo grandi opportunità di crescita visto che i dati Assogestioni relativi ai flussi sui fondi obbligazionari mostrano negli ultimi mesi una decrescita delle masse che a nostro avviso potranno essere attratte da strumenti passivi sul fixed income, sia per quanto riguarda i singoli investitori sia per quanto riguarda l’utilizzo da parte di gestori professionali. Crediamo, inoltre, in un forte sviluppo dei prodotti su singoli temi azionari. 

 

Il tema degli investimenti tematici è sempre più rilevante. C’è spazio per un’ulteriore crescita?

Le scelte di asset allocation degli investitori guardano con sempre più favore a questo tipo di esposizione visti i risultati ottenuti nell’ultimo anno. Nel 2018 l’investimento settoriale ha dato dimostrazione sia di essere un’ottima fonte di diversificazione sia di generare rendimenti superiori alle medie di mercato. Un dato significativo sotto questo aspetto è la differenza tra migliore e peggior settore sul mercato americano nel corso degli ultimi 12 mesi. Negli USA il miglior settore è stato l’heathcare con una crescita del 12,2% mentre il peggiore è stato quello dei materiali con -10%. Questa divergenza crea significative opportunità di ritorni, tra le più ampie nell’attuale contesto di mercato. 

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