Gestore della settimana: "Negli USA puntiamo su qualità e stabilità degli utili"

Cormac Weldon, gestore dei fondi azionari long-only di Artemis, analizza i motivi dell’aumentata volatilità nei mercati USA
14/01/2019 | Massimo Morici

A preoccupare chi ha investito negli USA non è la mancanza di spiriti animali ma le possibili risposte alle domande che ci si pone in genere nella fase avanzata del ciclo economico: siamo prossimi ad un periodo di accelerazione dell’inflazione? È possibile che la Fed sia sul punto di causare la prossima recessione con un eccessivo inasprimento della politica monetaria? E non solo. "Oltre a queste preoccupazioni di fine ciclo c’è da considerare anche il fatto che il presidente Trump sta mettendo a dura prova il tradizionale consenso pro globalizzazione" spiega Cormac Weldon (nella foto), gestore dei fondi azionari long-only di Artemis IM.

"Chiaramente - spiega Weldon - il calo della disoccupazione sta facendo salire i salari. In genere, questo è uno sviluppo positivo, dato che un aumento salariale per la parte meno istruita della forza lavoro riduce notevolmente la disuguaglianza economica. D’altro canto, però, la preoccupazione è che un aumento del tasso di inflazione salariale porti ad un’inflazione dei prezzi al consumo". Weldon ricorda che il rialzo dei tassi di interesse e il dibattito sui futuri aumenti ha avuto due conseguenze per il mercato azionario. "Da un lato, le società che dipendono dalla crescita dell’economia come le banche sono state oggetto di vendite massicce - prosegue Weldon - perché il mercato sconta un rallentamento se non addirittura una recessione dell’economia. Dall’altro, le società di crescita, i cui multipli di valutazione sono stati rivisti costantemente al rialzo negli ultimi cinque anni, sono attualmente penalizzate da una compressione delle valutazioni" sottolinea l'esperto.

Dunque, dove puntare? "Dato che le società growth generano la maggior parte dei loro flussi di cassa nel lungo periodo, i prezzi delle loro azioni sono maggiormente sensibili ai cambiamenti del tasso di attualizzazione a lungo termine e l’aumento del costo del denaro le rende più care. Se da un lato preferiamo la stabilità degli utili e abbiamo un’esposizione verso i titoli di crescita, non siamo proprio insensibili alle società value e di recente abbiamo incrementato le nostre posizioni nel settore delle assicurazioni e in quello delle linee aeree. D’altro canto, siamo cauti riguardo alle società attive nel commercio globale" conclude Weldon.

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