Gestore della settimana:"Ecco perché la finanza comportamentale conta"

Pubblichiamo uno scambio di domande e risposte tra Richard Tahler, premio Nobel per l'economia 2017, e Emmanuel Roman, cio di PIMCO
28/01/2019 | Redazione Advisor

Nello scambio di domande e risposte che segue, Richard Thaler, premio Nobel per l'economia 2017 e professore presso la Booth, ed Emmanuel Roman, chief executive officer di PIMCO, descrivono i benefici della finanza comportamentale per i processi decisionali in materia di investimenti, il settore dell'asset management e la società in generale. PIMCO e il Center for Decision Research (CDR) della Booth School of Business dell'Università di Chicago hanno recentemente annunciato una collaborazione a sostegno della ricerca condotta dal CDR nell'ambito delle scienze comportamentali, tra cui l'economia e la finanza comportamentali. 
 

Che interesse riveste la finanza comportamentale per gli investitori?
Roman: La finanza comportamentale è un campo estremamente interessante per le conoscenze di cui ci provvede riguardo ai meccanismi che intervengono nei processi decisionali che determinano i prezzi di mercato, agli elementi distorsivi dei nostri giudizi (bias) ed errori umani in tali processi, e per gli strumenti di cui conseguentemente ci dota per ottenere risultati superiori. I risultati della ricerca in questo campo possono aiutare tutti a diventare migliori investitori di lungo termine. L'obiettivo che ci prefiggiamo nel nostro settore è ottenere migliori rendimenti corretti per il rischio per i nostri clienti. Siamo convinti che i mercati nel loro complesso reagiscano rapidamente alle nuove informazioni e si avvicinino alla definizione di "mercati efficienti" espressa nelle teorie economiche. Tuttavia, crediamo anche che i mercati obbligazionari presentino inefficienze strutturali di lungo termine che permettano di generare alfa più facilmente rispetto ai mercati azionari. I gestori dovrebbero pertanto rivalutare periodicamente come procedere per ottenere costantemente sovraperformance nei cicli economici e vantaggi rispetto alla concorrenza. Due elementi, a nostro avviso, potrebbero contribuire significativamente al conseguimento di tali sovraperformance: una maggior consapevolezza dei meccanismi che influenzano le decisioni e l'accesso a dati differenziati e di massima qualità. Le collaborazioni che PIMCO ha avviato nel 2018 riguardano proprio questi ambiti. La nuova partnership con il Center for Decision Research, è finalizzata a sostenere e a collaborare a una solida attività di ricerca per comprendere più a fondo i comportamenti e i processi decisionali umani e acquisire conoscenze che possano integrare le tecniche di gestione dei bias già utilizzate da PIMCO nei processi d'investimento, al fine ultimo di migliorare ulteriormente le decisioni che adottiamo per i nostri clienti e i loro portafogli [...]

Richard, un tema di finanza comportamentale che ci riguarda tutti è quello del risparmio a fini previdenziali, un ambito in cui il tuo contributo è stato significativo. Ce ne vuoi parlare? E dopo che si va in pensione che si fa?
Thaler:
Parlare di risparmio a fini previdenziali significa affrontare la questione più ampia delle conoscenze in materia finanziaria. A molti, per non dire quasi tutti, gli argomenti finanziari risultano ostici. Crediamo nell'importanza di informare e spiegare questi argomenti, ma poi nella pratica, a mio avviso - e lo confermano anche ampie ricerche - l'educazione finanziaria ha un valore limitato. Non è che le persone siano stupide, sono i problemi a essere complessi. Negli ultimi 20 anni gli studiosi, tra cui il sottoscritto, e gli addetti di settore si sono adoperati per favorire il risparmio previdenziale negli Stati Uniti con meccanismi quali l'iscrizione automatica del lavoratore ai piani pensionistici e gli scatti automatici annuali d'aumento dei contributi versati nel piano previdenziale. Dal canto loro, i datori di lavoro hanno introdotto fondi target date. Si tratta di un'evoluzione chiaramente positiva, e il risparmio previdenziale è aumentato con l'affermarsi di queste pratiche, ma ci sono voluti anni di lavoro e opera di convincimento per ottenere questi risultati. Ciò che accomuna queste modalità di approcci è che permettono alle persone di non doversi scervellare sulle possibili soluzioni. L'altra importante questione di previdenza, la fase successiva, è come agire una volta che si è andati in pensione, mi riferisco alla questione della cosiddetta "decumulazione". Prima del pensionamento tutta l'attenzione è rivolta a risparmiare per la pensione. Ma quando ci si ritira dal lavoro come si fa ad assicurarsi che risparmi e patrimonio non si esauriscano anzitempo, prima della fine dei nostri giorni? Se si va in pensione a 70 anni, dovranno bastare per 10, 20, forse anche 30 anni o più. Se ci si ritira prima dal lavoro o si ha un coniuge più giovane dovranno durare ancora più a lungo. A mio avviso la questione della decumulazione è più complessa di quella dell'accumulazione. Quelli della mia generazione, i baby boomer, stanno cominciando ad andare in pensione; chi è riuscito a mettere da parte un bel gruzzoletto avrà bisogno di aiuto per capire come farlo durare a lungo. È un problema interessante, almeno dal mio punto di vista.

Un altro tema importante per chi opera nel settore della gestione patrimoniale, ma potremmo dire anche in altri ambiti, è la gestione organizzativa. La ricerca nell'ambito delle scienze comportamentali, tra cui la finanza comportamentale, come può aiutare a incrementare l'efficienza?
Thaler: L'area che può beneficiare maggiormente dalle conoscenze prodotte dalle ricerche nel campo delle scienze comportamentali ritengo sia quella delle risorse umane. Si tratta di superare l'inerzia istituzionale. Prendiamo l'esempio delle assunzioni: perché si fanno ancora i colloqui di lavoro in maniera tradizionale? Sono circa 40 anni che le ricerche dimostrano ampiamente che il colloquio tradizionale serve poco, o nulla, a valutare quale sarà la performance del candidato una volta assunto. Se si impiegano i trenta minuti di colloquio con domande del tipo "Dove si vede tra 10 anni?", difficilmente si potranno trarre informazioni utili. Ecco il bias dello status quo. Ci sono innumerevoli cose che facciamo in un certo modo semplicemente perché è così che le abbiamo sempre fatte, ed è molto difficile cambiare. Quando abbiamo di fronte a noi candidati promettenti, suggerisco di usare il colloquio come uno strumento per entusiasmarli all'idea di lavorare per l'azienda. Dopo l'assunzione, vi sono diversi modi per valutarne e migliorarne la performance, una di queste è il coaching. È noto che nei vari sport si registrano i dati delle prestazioni degli atleti per aiutarli a sfruttare i loro punti di forza. È incredibile la quantità di dati raccolti in uno sport come il basket sul comportamento dei giocatori in ogni singolo istante della partita, per cui si sa esattamente, ad esempio, quante volte fanno un tiro da una data posizione del campo. Una società di gestione degli investimenti come PIMCO potrebbe raccogliere e analizzare i dati relativi alle contrattazioni e al comportamento dei trader, cosa li spinge a prendere determinate decisioni e con quali risultati. Se si può insegnare a fare un tiro libero perfetto nel basket, credo si possa insegnare a diventare trader migliori. Francamente, ritengo che non si faccia abbastanza coaching e questo vale in quasi tutti i settori.

Emmanuel, vuoi aggiungere qualcosa?
Roman:
Vorrei tornare al tema della decumulazione. Disporre di patrimonio adeguato sino alla fine dei nostri giorni è uno dei problemi più spinosi che le persone si trovano ad affrontare. Noi di PIMCO siamo a fianco dei nostri clienti, confrontandoci con loro per trovare soluzioni innovative a problemi complessi come questo, oltre ad adoperarci per realizzare rendimenti superiori per loro. Il nostro team Client Analytics ha redatto un documento su questo argomento per i nostri clienti statunitensi. Il documento, intitolato "Income for the Retirement Years" illustra le possibili soluzioni e le loro combinazioni (pensione pubblica, investimenti, prodotti che offrano una rendita vitalizia) per una scelta ottimale. I risultati del modello presentato in quel documento indicano che, quando si va in pensione, l'allocazione ideale fra azioni e obbligazioni dipende in larga misura dalla fascia di reddito e patrimonio in cui si rientra, mentre la scelta di acquistare un prodotto che offra una rendita vitalizia vale per tutti, sebbene in proporzioni diverse a seconda del livello di reddito e patrimonio. E' un documento di cui consiglio la lettura e, naturalmente, siamo pronti come sempre ad assistere i nostri clienti a trovare la migliore soluzione per loro rispetto alla questione della decumulazione.

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