Fondi comuni, sempre più alto l'allarme liquidità

Dietro a due casi che hanno fatto scalpore nel mondo del risparmio gestito europeo si nasconde un tema sempre più delicato e che da tempo è finito nel mirino delle autorità di vigilanza. Entro l'estate dovrebbero essere pubblicate...
13/07/2019 | Francesco D'Arco

Dietro a due casi che hanno fatto scalpore nel mondo del risparmio gestito europeo si nasconde un tema sempre più delicato e che da tempo è finito nel mirino delle autorità di vigilanza dell’Unione Europea. E non solo. Stiamo parlando del crescente rischio liquidità che sembra interessare sempre più frequentemente anche il mondo dei fondi comuni di investimento.

 

In Italia l’attenzione dei media si è concentrata, visto il coinvolgimento di diversi investitori del Bel Paese, sulle vicende di H2O Asset Management, ma conferme dell’esistenza di un possibile “squilibrio di liquidità” sono arrivate anche da altri casi scoppiati in Europa prima dell’estate. Il più eclatante è stato quello che ha coinvolto Neil Woodford, gestore inglese, quasi sconosciuto nel nostro Paese, che ha dovuto chiudere il suo fondo azionario più importante perché, quando gli investitori hanno deciso in massa di chiedere il rimborso delle proprie quote, viste le deludenti performance, si è trovato di fronte ad un problema di “liquidità” a causa della forte esposizione su investimenti illiquidi.

 

Un caso che ha colpito numerosi investitori per un ammontare di quasi 2 miliardi di sterline e che ha spinto proprio in questi giorni la Banca d’Inghilterra ad ammettere l’esistenza di uno “squilibrio di liquidità” all’interno di molti fondi aperti che “offrono rimborsi giornalieri mentre investono in attività che possono richiedere settimane o mesi per essere vendute in modo ordinato”. Per questo la BoE è pronta a collaborare con la Financial Conduct Authority (la Consob inglese) per “esaminare” la capacità dei fondi aperti di rispondere, anche in situazioni di stress di mercato, ad un possibile picco  di rimborsi. 

 

Uno stress test sulla liquidità dei fondi che, in realtà, era stato auspicato fin da febbraio di quest’anno dalla stessa ESMA (l’autorità europea di vigilanza sui mercati) che tra febbraio e aprile ha svolto una consultazione pubblica sulle linee guida da adottare proprio in tema di “liquidity stress test for investment funds”. La consultazione, che si è chiusa il primo di aprile e ha visto la partecipazione di realtà come BlackRock, Legal&General IM, EFAMA, Robeco, Vanguard, Amundi, Invesco e Assogestioni, dovrà ora dare vita a linee guida firmate ESMA e che sono previste in pubblicazione questa estate. Linee guida che oggi, alla luce delle ultime vicende Woodford e H2O, assumono una valenza ancora più importante e confermano il ruolo “quasi sistemico” dei fondi comuni di investimento

 

Ma, come affermato recentemente da Tom Whitelaw, director of equity rating di Morningstar, “accertare la liquidità disponibile è estremamente difficile”, perché è “influenzata da molti fattori e spesso viene a mancare quando ce ne sarebbe più bisogno”. La sfida che spetta alle autorità non è semplice perché, da un lato, devono cercare di creare un contesto che riduca al minimo il rischio di “illiquidità ingestibile” dei fondi aperti, dall’altro, devono stare attenti a non legare troppo le mani ai gestori che, per definizione, dovrebbero essere chiamati a offrire il miglior rendimento possibile ai propri sottoscrittori.

 

D’altro canto le società di asset management devo trovare un nuovo equilibrio. È indubbio che il loro ruolo in questi anni è cambiato notevolmente e sempre più spesso vengono chiamate in causa per “sostenere” l’economia reale. Un sostegno che spesso si traduce in un aumento degli investimenti illiquidi. La grande difficoltà è ora dimostrare di essere in grado di cambiare ed evolvere senza perdere di vista quella che rimane la “mission” principale dell’industria del risparmio gestito: valorizzare gli investimenti dei propri sottoscrittori. Una valorizzazione che, si spera sempre, non avvenga attraverso "scorciatoie" poco trasparenti.

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