Gestore della settimana: "Azionario Europa, una delle aree più interessanti"

Parola di Matthieu Détroyat, gestore del fondo Echiquier Major SRI Growth Europe, che spiega come le incertezze politiche stiano diminuendo e gli utili aziendali sono rivisti al rialzo per il 2020
13/01/2020 | Greta Bisello

Il 2020 si prospetta come un altro anno positivo per l’azionario Europa dopo un 2019 d’eccezione. Le incertezze politiche e macroeconomiche si stanno gradualmente attenuando e le politiche monetarie rimangono accomodanti. I tassi di interesse sono bassi ed è probabile che tali rimangano. Condizioni finanziarie flessibili deporranno a favore degli investimenti delle imprese e dei consumi delle famiglie. I servizi dovrebbero continuare a crescere fintantoché la fiducia dei consumatori sarà stabile. Si è probabilmente toccato un minimo basso nell'attività manifatturiera nel 2019, con alcune aree in profondo rosso, la Germania e il Regno Unito in particolare, mentre inizia a profilarsi un rimbalzo. L'afflusso di liquidità dalla BCE e gli incentivi all’economia da parte degli Stati europei sono due importanti fattori di sostegno alla crescita della zona. Infine, il mercato europeo potrebbe beneficiare di flussi positivi dopo due anni di deflussi.

In questo contesto, il mercato azionario, uno dei pochi in grado di offrire rendimenti positivi (i tassi tedeschi a 10 anni sono ancora negativi...), rimane interessante. A nostro avviso, l'Europa è una delle zone più interessanti visto che le incertezze politiche stanno diminuendo (soprattutto nel Regno Unito), gli utili aziendali sono rivisti al rialzo e le valorizzazioni rimangono ragionevoli. La selettività continua a essere essenziale per le aziende in crescita mentre alcuni titoli ciclici stanno tornando a essere interessanti. Uno dei rischi nel nostro universo di crescita è l'autocompiacimento, ragion per cui è essenziale essere vicini alle aziende, così come è importante conciliare costantemente la valorizzazione e le prospettive di crescita degli utili. Tener conto dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) rimane secondo noi una fonte di performance, a prescindere dalle condizioni di mercato.

In che misura l’SRI è parte integrante della gestione del Fondo?

L'SRI permea l’intero processo di investimento, dalla selezione dei titoli alla loro ponderazione all’interno del portafoglio. Superato il filtro delle esclusioni settoriali - tabacco, produzione di armi, combustibili fossili - e normative, selezioniamo i titoli in base alla qualità del profilo ESG. La nostra metodologia di analisi ESG assegna alle aziende un punteggio su una scala da 0 a 10 dove la Governance rappresenta il 60%. Le imprese con una buona governance si fanno anche promotrici di politiche sociali e ambientali positive. Per poter essere inserite in portafoglio le aziende devono raggiungere un punteggio ESG minimo. Incontriamo i membri del management e organizziamo sistematicamente incontri dedicati alle tematiche extra-finanziarie per poi comunicare loro le aree di progresso monitorate nel tempo. Esprimiamo il nostro voto durante le assemblee degli azionisti delle società in portafoglio. L'SRI è per noi fonte di performance e di opportunità, ma anche uno splendido strumento di gestione del rischio. Coniugato con l'analisi fondamentale classica, l’SRI permette di costruire un portafoglio concentrato con un tasso di rotazione limitato. Con un'impronta carbonio pari a 72 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro investito rispetto alle 280 dell’indice di riferimento, Echiquier Major SRI Growth Europe è nella top 10 dei fondi equity Europa a minore intensità di carbonio (su 430 Fondi; Climetrics Fund Awards 2019).

Quali sono i settori sui quali puntate maggiormente?

Il portafoglio è costituito per due terzi da “crescita visibile”. Il settore della salute/medtech è ben rappresentato con società quali Astrazeneca (specializzata nelle terapie oncologiche), Novo Nordisk (terapie contro il diabete) o Strauman (impianti dentali). Anche la tecnologia vanta una notevole presenza con società come ASML (produttore, leader mondiale, di macchinari per semi-conduttori) o SAP (sistemi IT). Nell’industria/servizi, Teleperfomance (Customer relationship) continua a essere una forte convinzione, così come RELX (informatica professionale). Con società quali Prysmian (cavi), Michelin o Legrand, è stato leggermente incrementato a fine anno (quasi un quarto del portafoglio) il peso della crescita “ciclica”.

 

Il Fondo ha un forte bias growth. Questo stile di gestione dovrebbe generare buone performance nei prossimi mesi?

Al di là del posizionamento sui titoli di crescita visibile, il fattore che sovraperforma nel tempo è la qualità. Le società ad alto margine in qualsiasi momento del ciclo e che godono di una buona visibilità mantengono un potenziale di performance nelle fasi di rallentamento macroeconomico. Un posizionamento promettente visto il rallentamento dell'economia mondiale e i tassi ancora bassi: il rapporto qualità/crescita dovrebbe avere un futuro brillante.

 

 

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