Coronavirus, Europa ancora divisa sulla risposta alla crisi

Per far fronte alla crisi globale dei mercati, quale sarà la risposta dell'Europa? Il commento di Moneyfarm
30/03/2020 | Lorenza Roma

L’Unione Europea non è riuscita nell’immediato a produrre una risposta coordinata a livello di blocco, rimandando ogni decisione alle prossime settimane, a fronte delle azioni decise che sono state prese dalla Cina, dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Alla luce dell'emergenza Coronavirus, quale sarà la risposta dell'Europa alla crisi? Il commento di Michele Morra, portfolio manager di Moneyfarm.

 

La risposta dell’Europa, fino a questo momento è stata confusa. Per quanto riguarda la gestione dell'emergenza nell'immediato, oltre a misure di portata limitata da parte delle istituzioni Ue, ci sono voluti giorni per sancire la fine del patto di stabilità. Una volta sospeso, gli stati sono intervenuti come hanno potuto, mettendo sul tavolo dotazioni diverse. Si è creata una netta divisione tra governi che sono intervenuti in maniera più massiccia per sostenere l’economia durante la crisi e governi che invece hanno dovuto guardare al portafoglio, non avendo la garanzia di poter poi mobilitare abbastanza risorse durante la fase della ripresa. Secondo il manager di Moneyfarm, a oggi non esiste una garanzia comunitaria che le misure ingenti che i singoli stati metteranno in campo riusciranno a preservare la stabilità finanziaria dell’area euro, con rischio di mettere in dubbio l’essenza stessa del progetto europeo e della moneta unica. I mercati, presumibilmente, nelle prossime settimane guarderanno con attenzione a quello che è un rischio che riguarda, più che l’emergenza, la stabilità di medio termine della zona euro.

 

Vale la pena sottolineare che le misure poste in essere dalle banche centrali non hanno calmato i mercati negli scorsi mesi, ma a seguito dell’annuncio del patto fiscale hanno registrato un incremento di più del 15% in 3 giorni. Ciò vuol dire che in questo momento i mercati guardano più alle misure fiscali che a quelle monetarie. Come fa notare Morra, sono necessarie misure di politica fiscale che lavorino insieme alle misure di politica monetaria: la reazione dei mercati alle dichiarazioni di Christine Lagarde mostra che in questo momento l’Eurozona è particolarmente sotto osservazione.  

 

Per concludere, secondo il manager, la risposta europea alla fase due del Coronavirus potrebbe essere binaria e portare a un potenziamento del sistema sanitario, politico ed economico. Rivoluzionare in questo contesto potrebbe significare una unificazione della politica fiscale e un riassetto della governance, alla maggiore centralizzazione degli interessi e a una leadership di conseguenza più efficace. Nello scenario opposto, invece, affrontare la crisi in mancanza di solidarietà e di leadership potrebbe portare all’involuzione di un progetto paralizzato dalle proprie contraddizioni.

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