Investire nel credito ai tempi del Coronavirus

Alla luce delle conseguenze dell’attuale crisi sanitaria, che posizionamento devono tenere gli investitori? La risposta di La Française
08/04/2020 | Lorenza Roma

Ad oggi, la situazione sanitaria si è evoluta senza molte sorprese. Sembra che l’Europa, e soprattutto Italia e Spagna, abbiano tratto le opportune conclusioni dalla situazione cinese. Gli Stati Uniti, ora, si stanno preparando adeguatamente per fronteggiare il picco dell’epidemia nelle prossime due settimane. Jean-Luc Hivert, chief investment officer di La Française, spiega qual'è il posizionamento da tenere alla luce delle conseguenze dell’attuale crisi sanitaria

 

Quali saranno le conseguenze economiche di questa crisi sanitaria? Per gli economisti è tempo di valutare i costi della crisi, il suo impatto sui bilanci di banche e aziende, settore per settore, e ovviamente l’impatto sui deficit pubblici. Gli scenari anticipano una recessione globale nel 2020, a dispetto di un vigoroso rimbalzo dell’economia  atteso con inizio traaprile e luglio, a seconda della velocità con cui ciascun Paese toglierà le misure di lockdown. Le previsioni si attestano fra -2,7% e -4,5% per l’Eurozona, fra -2% e -6,4% per gli USA, fra + 1,5% e 0% per la Cina: questo scenario si tradurrebbe in una crescita globale negativa nel 2020 di circa il -2,5% in media. "Prevediamo che i pacchetti di stimoli andranno oltre i recenti annunci e possiamo solo sperare in azioni coordinate su larga scala, che potrebbero segnare anche un punto di svolta in termini di coordinamento europeo", precisa l'esperto.

 

L’intervento delle banche centrali è stato efficace nell’evitare la completa paralisi dei mercati. Evidentemente essi restano fragili e la liquidità continua ad essere molto scarsa nella maggior parte delle asset class, da quelle tipicamente illiquide fino ad alcuni mercati del debito governativo, come quelli italiano o spagnolo, in cui le transazioni di pochi milioni di euro sono ancora difficili da eseguire.

 

In questo scenario di incertezza, qual'è il giusto posizionamento da tenere? "Dopo lo choc, il futuro richiederà che le valutazioni di ogni singola asset class siano modulate sulle conseguenze specifiche della crisi. Continuiamo inoltre ad essere prudenti sugli emergenti, che continueranno ad essere condizionati negativamente da molti fattori. Sul mercato del credito, preferiamo il mercato del debito subordinato finanziario, così come il segmento Investment Grade, su cui il mercato primario si sta riaprendo e offre opportunità concrete, come già a gennaio 2009 alla fine della crisi finanziaria", conclude l'esperto.

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