Covid-19, cresce l’adozione di tecnologie innovative

Stiamo assistendo a una forte accelerazione nell'adozione di nuove tecnologie a causa della crisi. L'analisi di T. Rowe Price
14/05/2020 | Lorenza Roma

I periodi di crisi spesso creano potenti catalizzatori per il cambiamento. "Le crisi abbattono le barriere e accelerano l’adozione di tecnologie nuove e più efficienti", spiega David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV - Global Focused Growth Equity di T. Rowe Price. Un antico proverbio afferma che ‘la necessità è madre dell'innovazione’. Per citare un aneddoto che appare più che mai attuale, in un annuncio pubblicitario di Bell Telephone dell'inizio del ’900 si leggeva: ‘le persone in quarantena non sono isolate se hanno Bell Telephone’.

 

"Stiamo assistendo a una forte accelerazione nell'adozione di nuove tecnologie a causa dei cambiamenti radicali e improvvisi che il distanziamento fisico sta portando nelle vite di tutti. La comunicazione, l'intrattenimento, il commercio, l'assistenza sanitaria e l'istruzione sono diventati all'improvviso digitali su una scala inimmaginabile. Il digitale non è più qualcosa di accessorio: è diventato essenziale", spiega il gestore.

 

"Gli esseri umani si sentono a proprio agio con le medie, ma sono circondati da risultati estremi e spesso, dal punto di vista dell'investimento azionario, sono proprio questi a generare gli alpha più significativi. I risultati di questo tipo sono spesso legati agli effetti di rete, in cui l'adozione di nuove tecnologie ha un ‘effetto valanga’ a livello globale e può creare condizioni tipiche di un monopolio naturale. Vediamo molteplici opportunità di investimento per catturare l'accelerazione di questi ‘risultati estremi", aggiunge Eiswert. "Un altro settore favorito è quello del cloud, sempre più in voga tra le aziende, via via che lo smart working viene percepito di meno come una soluzione solo temporanea. Molti aspetti della comunicazione da remoto si stanno rivelando più efficaci ed efficienti rispetto a quella di persona. Un semplice esempio è quello delle firme digitali: l'industria sanitaria e le autorità locali si sono sempre rifiutati di accettarle prima del virus, ma ora non è più così", precisa il gestore.

 

"Nel rimbalzo che si è registrato sui mercati azionari nelle ultime settimane, i titoli growth statunitensi sono stati in pole position, mentre i settori value sono hanno avuto risultati più contrastati. Il divario di valutazione tra le due aree si è quindi ulteriormente allargato in base a quasi tutti gli indicatori, creando opportunità nel settore finanziario e persino in quello delle materie prime. Tuttavia, identificare un punto di minimo stabile nel ciclo del value si è dimostrato un compito insidioso negli ultimi dieci anni. In ultima analisi, questo divario di valutazione non ci sembra così insensato. Serve comunque prudenza nel breve termine per gestire i rischi di rotazione. Tuttavia, crediamo nel potere del cambiamento e nella spinta generata dai periodi di crisi. Nuovi comportamenti e modelli che oggi sembrano strani saranno presto la normalità e sforzarsi di rimanere dal lato giusto del cambiamento è quindi più che mai necessario", conclude il gestore.

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