Il Coronavirus accelera la disruption tecnologica

Secondo T. Rowe Price la pandemia di Covid-19 sta accelerando la digitalizzazione dell’economia
08/06/2020 | Lorenza Roma

La pandemia di Coronavirus ha messo a soqquadro l’economia globale e il settore tecnologico non è rimasto immune. Alan Tu, gestore del fondo T. Rowe Price Global Technology Equity di T. Rowe Price, spiega perchè la pandemia sta accelerando la digitalizzazione dell’economia.

 

Le società che forniscono le infrastrutture per l’economia online hanno assistito a un boom di domanda per i propri servizi, rafforzando la propria posizione di dominante. In un momento in cui molte persone non possono o non vogliono uscire di casa, le società in tutti i settori si stanno rendendo conto dell’importanza di digitalizzare il proprio rapporto con i clienti, che vogliono poter cercare i prodotti e tener traccia degli acquisti da remoto. In questo mondo digitalizzato, le dimensioni sono fondamentali per un’azienda: chi raggiunge dimensioni adeguate può imparare più rapidamente, raccogliere più dati e migliorare ulteriormente i propri prodotti, attirando nuovi clienti, incrementando i rendimenti ed essendo così in grado di investire di più, in un circolo virtuoso. I giganti tecnologici che incarnano meglio questo fenomeno sono le principali platform company, come ad esempio Facebook, Alphabet, Apple, Amazon, Alibaba e Tencent. Queste società pioniere hanno potuto offrire un valore tanto più grande quanto più è aumentato il numero di utenti, un classico esempio del cosiddetto "effetto network".

 

Inoltre il settore media è stato rivoluzionato dalle piattaforme online, in grado di offrire un’esperienza migliore ai consumatori. A guidare questa disruption è stata Netflix, che grazie all’enorme numero di utenti e all’expertise nella gestione dei dati è in grado di cogliere in anticipo i trend dell’audience e creare contenuti ad hoc. "È interessante notare che la pandemia ha ulteriormente rafforzato la posizione di questa società: con i set chiusi e la produzione ferma, Netflix ha potuto far leva sulla propria scorta immensa e multinazionale di contenuti già filmati", spiega il gestore. "Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale (AI), le società che vinceranno saranno quelle con le migliori capacità computazionali, i migliori specialisti dei dati e i dataset più ampi. Ci aspettiamo che i giganti internet finiranno per diventare fornitori di AI on demand, mettendo a disposizione i propri algoritmi a pagamento per le altre società", precisa Tu.

 

Le platform company ultimamente sono finite sotto la lente delle autorità per via delle proprie dimensioni e dell’ampiezza dei mercati a cui si rivolgono. L’apprezzamento per i servizi forniti da queste società durante la pandemia ha fatto cambiare il tono della conversazione, almeno temporaneamente. "In conclusione, anche mentre il mondo lotta con il coronavirus, l’innovazione procede a ritmi serrati e i trend secolari che secondo noi creeranno valore nel settore tech restano intatti. Sembra che siamo ancora in una fase relativamente iniziale di un’età dell’oro dell’innovazione tecnologica, nella quale la straordinaria potenza di Internet sta alimentando una creazione di valore senza precedenti per le aziende e gli investitori", conclude il gestore.

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