Crisi superata per chi è "a prova di futuro"

Nulla sarà più come prima. Tutto tornerà normale. Per tutta la Fase 1 della pandemia di Covid il mondo sembrava dividersi in queste due grandi fazioni: i “rivoluzionari”, i “conservatori”. Oggi, invece...
04/08/2020 | Redazione Advisor

Nulla sarà più come prima. Tutto tornerà normale. Per tutta la Fase 1 della pandemia diCovid il mondo sembrava dividersi in queste due grandi fazioni: i “rivoluzionari”, i “conservatori”. Oggi che siamo lontani dalla fine della Fase 1, e più consci delle reali conseguenze sanitarie, economiche e finanziarie del Coronavirus, emerge con forza una terza fazione, quella dei “razionali” che guardano al periodo più difficile di lockdown come ad un sisma che ha sconvolto ogni aspetto della vita umana, cambiando le carte in tavola per economia, politica e mercati globali. 

 

Per questi soggetti il Covid-19 è una minaccia globale che ha spinto a riconsiderare le priorità e ha accresciuto l’importanza della giustizia sociale e della conservazione del pianeta. 

 

Ma se la pandemia deve essere il catalizzatore che spinge il cambiamento verso un mondo più sostenibile, quale ruolo dovranno svolgere i governi, le aziende e gli individui? È questa la grande incognita da sciogliere e che in parte trova risposte in alcune azioni compiute in questi mesi da governi e aziende. 

 

“Sono già in atto cambiamenti fondamentali, come si è visto nei pacchetti fiscali e finanziari senza precedenti dei governi, nell’emissione di obbligazioni sociali per finanziare progetti di tutela della salute e dell’occupazione, e nelle aziende che annullano i dividendi e i riacquisti di azioni per concentrarsi sul benessere dei propri dipendenti e degli altri stakeholder” spiega Adrie Heinsbroek, principle responsible investment di NN Investment Partners che parla della necessità di arrivare a un nuovo “contratto sociale” tra governi, aziende e singoli individui. Ma Heinsbroek ritiene che all’interno del triangolo (governi, aziende, individui) le aziende abbiano la maggiore opportunità di spingere il cambiamento verso un’economia più sostenibile. 

 

Le incognite a livello aziendale sono guidate dal compromesso tra un approccio “shareholder first” e un modello multi-stakeholder. Il valore del comportamento sociale - occuparsi dei clienti e dei dipendenti piuttosto che degli investitori (tramite dividendi/acquisti di azioni) è uno degli sviluppi più importanti per uscire dalla pandemia. Questa creazione di valore più sostenibile a livello aziendale diventerà una tendenza più permanente e continuerà a essere premiata nel mondo post Covid-19? Le aziende abbandoneranno le pratiche che mettono gli interessi degli azionisti al di sopra di quelli degli altri stakeholder? 

 

Se la prospettiva multi-stakeholder diventa il motore della creazione di valore, NN IP si aspetta che i parametri non finanziari diventino un fattore determinante nella valutazione e nella previsione di questo. Un tale cambiamento influenzerà anche il ruolo che i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) svolgono nella valutazione del valore finanziario.

 

Insomma, secondo Heinsbroek, “ci saranno molte sfide e differenze da affrontare, ma un aspetto è diventato chiaro: per valutare efficacemente il valore occorre assumere una prospettiva più ampia. Guardando oltre i fattori finanziari. Questa diventerà una tendenza sempre più dominante nel modo in cui misuriamo il progresso economico e sociale, e come investitori abbiamo i mezzi per influenzarlo positivamente”.

 

Ma tutto questo come si tradurrà in termini di opportunità di investimento? “Assisteremo ad un aumento delle emissioni di obbligazioni verdi governative nel corso dell’anno e vediamo significative opportunità negli investimenti responsabili nel settore sanitario e nella transizione energetica dai combustibili fossili alle energie rinnovabili” spiegano gli esperti di NN IP. 

 

“La crisi del Covid-19 ha innescato un riequilibrio in termini ESG nell’area del reddito fisso sostenibile. Mentre in passato dominavano i green bond, negli ultimi mesi l’attenzione si è spostata dalla E alla S, con una maggiore attenzione alle implicazioni sociali ad ampio raggio della pandemia. Questo cambiamento si riflette nell’aumento delle emissioni di social bond - obbligazioni che raccolgono fondi per progetti sociali. Nel lungo termine, tuttavia, le obbligazioni verdi continueranno a guidare la costruzione di una ripresa economica sostenibile e a sostenere la transizione verso un mondo a emissioni zero e resistente ai cambiamenti climatici. Nel frattempo, il mercato delle obbligazioni verdi sovrane continua a crescere, con diverse operazioni previste per la seconda metà del 2020 - alcune con nuove strutture innovative” spiega Jovita Razauskaite, portfolio manager green bond, NN Investment Partners. 

 

Il mercato delle obbligazioni verdi governative continua a crescere, con diversi potenziali candidati sovrani europei, tra cui Germania, Italia, Spagna, Svezia e Danimarca, che prevedono l’emissione dei primi green bond nel 2020. In passato gli emittenti hanno sfruttato il mercato con emissioni puntuali (Francia, Belgio) o hanno scelto di costruire una curva dei rendimenti emettendo obbligazioni verdi con scadenze e cedole diverse (Polonia, Cile). La Germania e la Danimarca stanno ora cercando nuove formule innovative.

 

E sul fronte sanitario e della transizione energetica? NN IP identifica diverse opportunità nel primo settore, tra cui: Managed Care Organisations (MCO) negli Stati Uniti che sta migliorando l’efficienza attraverso l’integrazione verticale; fornitori di strumenti e servizi per le scienze biologiche; organizzazioni di ricerca a contratto che conducono studi clinici e forniscono servizi di R&S in outsourcing alle aziende biofarmaceutiche. Invece di detenere azioni farmaceutiche e biotecnologiche in proprio, NN IP preferisce acquisire l’esposizione a questo segmento attraverso aziende che ne beneficiano indirettamente vendendo l’hardware utilizzato nella R&S e nella produzione di farmaci e vaccini, o anche fornendo alle aziende biofarmaceutiche e medtech servizi di produzione a contratto. 

 

Per quanto riguarda, invece, la transizione verso fonti energetiche sostenibili questa richiederà la decarbonizzazione di tutti i settori industriali nei prossimi decenni. Questa transizione presenta delle sfide, ma crea anche enormi opportunità di crescita per le energie rinnovabili, le reti e lo stoccaggio. Investire nei vincitori della transizione energetica offre l’opportunità di generare forti ritorni, creando al contempo un mondo più sostenibile.


NN IP ha individuato diverse opportunità di investimento, come i produttori di apparecchiature elettriche che trarranno vantaggio dalla necessità di aggiungere capacità di trasmissione dell’energia e di rendere più intelligenti le reti di distribuzione elettrica. Alcuni produttori di apparecchiature rinnovabili dimostrano anche un notevole potenziale di investimento, come i fornitori di inverter solari che svolgono un ruolo critico nella conversione della corrente continua da pannelli a corrente alternata e i produttori di turbine su larga scala. Insomma, al di là della fazione a cui si appartiene (rivoluzionari, conservatori o razionali), una cosa sembra sicura: la crisi del Covid-19 ha definitivamente dimostrato che i modelli di business a prova di futuro sono più stabili e sono meglio preparati ad affrontare il cambiamento



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