Gestore della settimana: "Digitalizzazione e sostenibilità al centro"

L'analisi di Hamish Chamberlayne, responsabile dell’azionario sostenibile globale di Janus Henderson Investors sui trend che guideranno la ripresa nel post Covid-19
10/08/2020 | Greta Bisello

Ripresa si ma eterogenea per modalità e tempi.

“Settori come vendite al dettaglio, ristorazione e intrattenimento dal vivo continueranno ad arrancare sino a che la situazione non sarà tornata un po’ più normale. Per contro, la digitalizzazione, un trend a nostro parere molto favorevole a un’economia sostenibile, accelera senza sosta” così afferma nella sua analisi Hamish Chamberlayne, responsabile dell’azionario sostenibile globale di Janus Henderson Investors.

 

La digital economy e il suo straordinario sviluppo di questi mesi dimostra che ridurre le emissioni di carbonio è possibile senza stravolgere le abitudini quotidiane personali o professionali delle perone. Secondo Chamberlayne “l’incredibile slancio delle tecnologie pulite e le normative sempre più severe sulle emissioni di carbonio relegano in secondo piano gli investimenti nei combustibili fossili, e le autorità continueranno a promuovere le energie pulite. Sempre più società attive nella generazione di energia, nei trasporti e nella produzione avviano piani di investimento pluriennali nell’ottica della transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio”.

Se si guarda a un orizzonte temporale di dieci anni, secondo l’esperto ci sarà “un incredibile aumento della capacità di generazione di energia da fonti rinnovabili, una rivoluzione nelle tecnologie delle batterie e una maggiore diffusione delle auto elettriche. Sarà il decennio in cui vedremo chiaramente avvicinarsi la fine dell’era del petrolio”.

 

La pandemia Covid-19 ha accelerato inoltre la transizione verso un’economia digitale con vantaggi anche per la strategia Global Sustainable Equity di Janus Henderson, in relazione ad aree come software e semiconduttori. “Il sovrappeso dei settori tecnologici, insieme all’esposizione minima alle aziende più colpite dalla crisi, ha quindi contribuito alla sovraperformance del fondo. A livello di singoli titoli, Avalara (sistemi innovativi per la gestione della conformità fiscale delle transazioni) e Autodesk (software di design) hanno messo a segno solide performance dopo aver reso nota una crescita dei ricavi superiore alle attese, che ha messo in evidenza la resilienza dei rispettivi business model. Analogamente, Cadence Design Systems ha tratto vantaggio dalla robusta domanda di software di collaborazione in cloud, che agevolano la progettazione di schede elettroniche e la produzione di strumenti elettronici. Le società che offrono soluzioni basate sul cloud sono state inondate di richieste per effetto del maggior ricorso al lavoro da remoto. Adobe ha registrato un consistente aumento dei proventi grazie ai rami Creative, Document e Experience Cloud, mentre Microsoft ha riportato una forte domanda dei prodotti Office e Azure. Sono andate bene anche le società del segmento hardware esposte ai centri dati in cloud: le nostre posizioni nei produttori di apparecchiature per semiconduttori ASML e LAM Research hanno sovraperformato. La performance trimestrale relativa è stata frenata in particolare da due titoli non in portafoglio: sia Amazon che Apple hanno guadagnato più del 40%, causando una perdita al fondo di oltre l’1%. Abbiamo inoltre risentito dell’esposizione a Encompass Health (USA, servizi sanitari e di riabilitazione), poiché la pandemia di COVID-19 ha avuto un effetto negativo sull’accettazione nelle strutture di cura, non compensato dalla crescita delle attività di assistenza a domicilio e di assistenza ai malati terminali. Il portafoglio è stato inoltre penalizzato dall’investimento nel produttore giapponese di strumenti analitici Shimadzu, che ha pubblicato un bilancio annuale deludente e ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita future. Riteniamo tuttora che la società sia in grado di aumentare il fatturato nel lungo periodo, ma prevediamo un rallentamento della domanda a causa della crisi di COVID-19” conclude Chamberlayne.

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