QE societario, strumento di politica monetaria convenzionale

L'acquisto di titoli societari è un compito svolto naturalmente dalle banche centrali per supportare il funzionamento dei mercati. La view di M&G Investments
04/08/2020 | Lorenza Roma

Qualcosa che un tempo era senza precedenti e adesso è diventato ordinaria amministrazione è l'acquisto di obbligazioni societarie da parte delle banche centrali. Ora che sembra essere diventato uno strumento di politica monetaria convenzionale, vale la pena di chiedersi perché e se sia una cosa giusta. Ecco l'analisi di Richard Woolnough, gestore del Public Fixed Income Team di M&G Investments.

 

"Abbiamo commentato gli acquisti di titoli societari per la prima volta nel 2009. All'epoca era uno strumento nuovo e senza precedenti; oggi è un'arma regolarmente presente nell'arsenale delle banche centrali e persino la Fed questa volta vi ha fatto ricorso", ha spiegato il gestore. "Una delle conseguenze della grande crisi finanziaria è stata il cambiamento nel modo in cui le autorità gestiscono il sistema finanziario: il motore principale della liquidità economica ai tempi era il settore bancario, che prendeva prestiti a breve e li erogava a lungo termine riciclando il capitale, un meccanismo economico importante alimentato dalla politica monetaria. La crisi finanziaria ha messo in luce la vulnerabilità di questo sistema e l'esigenza di averne uno nuovo è diventata palese. Le banche, scoraggiate dall'erogare prestiti, si sono adeguate di conseguenza: la loro funzione vulnerabile nei cicli e ricicli di capitale è stata affiancata/sostituita in parte dallo sviluppo di un modello di finanziamento con durata corrispondente. Lo si vede chiaramente nel fatto che il debito obbligazionario in essere delle società è letteralmente esploso, mentre il credito concesso a imprese e consumatori si è stabilizzato", ha precisato Woolnough.

 

Gli effetti di questa transizione, in cui il debito bancario a breve termine viene sostituito dal capitale a lungo termine, sono duplici. C'è meno liquidità in giro, dato che per gli emittenti è più difficile prendere denaro in prestito; in confronto al mercato bancario affermato, quello delle obbligazioni societarie rappresenta una strada più tortuosa, e potenzialmente costosa, per ottenere finanziamenti; pertanto la crescita è frenata per via della natura meno dinamica che caratterizza i mercati dei capitali e questo è un aspetto negativo. Inoltre, il ciclo economico diventa più stabile, vista la scarsa probabilità che si creino le dinamiche di boom e conseguente crollo legate a un mercato bancario effervescente, il che è positivo. "Questi due effetti sono osservabili fin dalla grande crisi finanziaria. La crescita è stata lenta e stabile, non accelerata e volatile", fa notare il gestore di M&G Investments.

 

"Ora siamo di fronte a un grave rallentamento economico, scaturito dall'esigenza di tutelare la salute pubblica che ha costretto i governi e le banche centrali del mondo a reagire rapidamente a un evento di portata storica. Come in tutte le crisi, è compito delle banche centrali agire come prestatori di ultima istanza. Nel contesto di difficoltà tradizionale, in cui bisogna considerare anche la struttura più stabile del mercato finanziario dopo la grande crisi, i programmi di acquisti quantitativi di obbligazioni societarie per stabilizzare i mercati, consentendo il corretto funzionamento di quello dei titoli corporate, rappresentano uno strumento di politica normale e appropriato", ha spiegato il gestore. "Il modo in cui la Fed si è mossa di recente collima con l'esigenza di promuovere mercati di finanziamento con scadenze corrispondenti e richiama quanto fatto storicamente sul mercato statunitense degli immobili abitativi. Anche se il sistema post-crisi finanziaria si è evoluto diventando più stabile, necessita ancora di supporto nei momenti difficili. L'acquisto di titoli societari è un compito svolto naturalmente dalle banche centrali per supportare il funzionamento dei mercati, al fine di assicurare un riciclo efficiente dei capitali", ha concluso Woolnough.

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