Anima, 400 milioni per “giocare” al risiko del gestito

L’a.d. Melzi d'Eril: “Se per esempio Bper facesse ulteriori scelte di consolidamento con una delle nostre banche distributrici potrebbero esserci opportunità con Arca”
31/08/2020 | Redazione Advisor

“Il risparmio gestito, che vende i propri prodotti grazie agli accordi di distribuzione soprattutto attraverso la rete degli sportelli, è una derivata del sistema bancario. Per questo il processo di consolidamento che da qui ad un anno interesserà le banche non potrà che vederci a nostra volta protagonisti. In seconda battuta, ma protagonisti”. Alessandro Melzi d'Eril, amministratore delegato di Anima holding, in un’intervista a Repubblica, delinea le strategie del gruppo ed entrando nello specifico spiega che “oggi il settore bancario vive un momento di grande cambiamento e in tutti gli scenari possibili Banco Bpm è un elemento cardine. E qui rientriamo in gioco anche noi: l'amministratore delegato Giuseppe Castagna non ha fatto mistero di voler giocare un ruolo importante, e noi siamo un asset non secondario”.

“Lo scenario – continua l’a.d. è tutto in divenire. Guardiamolo solo sotto il nostro profilo. Se per esempio Bper facesse ulteriori scelte di consolidamento con una delle banche nostre distributrici potrebbero esserci opportunità con Arca”. In realtà si parla più di un matrimonio Banco Bpm-Unicredit; o magari Banco Bpm-Mps. “Come dicevo all'inizio, in queste partite arriviamo in seconda battuta, anche se con un ruolo importante. Ma in entrambi i casi vedo solo opportunità: nel primo caso sono sicuramente più forti i nostri legati — azionarie distributivi — con il Banco rispetto a quelli di Unicredit con Amundi. Nel caso di Mps, abbiamo già accordi distributivi e potremo solo ampliare il business”.

Non pensate di muovervi autonomamente? “In Italia non è rimasto molto disponibile, nel mondo dell'asset management. Però esiste un contesto europeo, dove vedo altrettante opportunità di consolidamento. Ci guardiamo intorno con grande interesse anche se al momento non abbiamo dossier aperti. Però se si presentasse un'occasione abbiamo una potenza di fuoco fino a 3-400 milioni, senza contare che ci si può far finanziare per una bella operazione”.

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