USA, è tornata la stagione delle small cap

Un’esposizione tattica di lungo termine in questo segmento di mercato può generare valore. La view di T. Rowe Price
29/09/2020 | Lorenza Roma

Il forte rimbalzo delle azioni USA negli ultimi mesi, dovuto in gran parte ai sostanziosi stimoli fiscali e monetari, è stato incoraggiante. Tuttavia, l’incertezza è ancora tanta e nei prossimi mesi la volatilità potrebbe tornare ad aumentare. Sono queste le previsioni di Curt Organt, portfolio manager di T. Rowe Price. Per le small cap americane, quindi, si intravede uno scenario impegnativo, che potrebbe impattare sulle performance a breve termine. Nonostante questo, T. Rowe Price continua a credere che gli investitori dovrebbero mantenere un posizionamento strategico a lungo termine sulle small cap USA nell’ambito di un’allocazione azionaria statunitense più ampia. Un aumento della volatilità a breve termine potrebbe fornire interessanti punti di ingresso sulle società americane a bassa capitalizzazione.

 

In assenza di un visibile miglioramento dell’economia, stiamo assistendo a una ripresa insolita dei mercati, guidata soprattutto da società a larga capitalizzazione e con valutazioni elevate. Inoltre, considerando che gran parte degli utili è generata a livello domestico, è molto probabile che le small cap saranno le prime a beneficiarie di un miglioramento dell’economia. Nel frattempo, anche lo stop alla globalizzazione, seguito dal reshoring (è il rientro a “casa” delle aziende che avevano delocalizzato parte del business in altri paesi), potrebbe fornire una spinta significativa alle società più piccole in un orizzonte di lungo termine. 

 

Gli elementi essenziali per poter superare la crisi, sono la flessibilità delle strutture di costo, l’incidenza dei costi fissi rispetto a quelli flessibili, la liquidità in bilancio, il debito e l’accesso ai mercati dei capitali. Secondo il manager di T. Rowe Price, questi fattori potrebbero determinare se un’azienda più piccola è in grado di sopravvivere alla crisi attuale. Anche i vertici aziendali sono sgomenti per la quasi totale mancanza di chiarezza sulle prospettive di breve termine. Molti ritengono che la ripresa economica negli Stati Uniti dipenda interamente dai progressi compiuti nella lotta alla pandemia da coronavirus. Tuttavia, con alcuni Stati ancora in lockdown, c’è una grande incertezza su questo fronte, che rende quasi impossibile avere un quadro chiaro di come evolverà la domanda in futuro.

 

Uno degli impatti più significativi della pandemia è stata l’accelerazione di alcuni trend secolari che erano già evidenti nell’economia statunitense, come per esempio il passaggio alla tecnologia e alle soluzioni digitali, che è stato incentivato dal lockdown. Così, le aziende attive nel settore del software si sono dimostrate particolarmente resilienti, ma anche le società di gaming, streaming TV e distribuzione di contenuti online hanno ottenuto buoni risultati. Allo stesso tempo, anche l’e-commerce ha tratto beneficio dalla pandemia, vista l’impennata degli acquisti online e delle consegne a domicilio.

 

"Sebbene la pandemia abbia avuto un impatto devastante, non abbiamo esitato a posizionarci in modo “contrarian”, aumentando l’esposizione in alcune aree che erano state particolarmente colpite", dichiara il manager. "Abbiamo approfittato di questa debolezza per aggiungere società cicliche di alta qualità attive nel settore finanziario, in quello industriale e in quello energetico. In questa fase siamo stati particolarmente attivi. Il sell-off di marzo e aprile ha colpito indistintamente il settore delle small cap, creando una finestra importante per poter aggiungere nuove partecipazioni o incrementare le posizioni già esistenti, con sconti nelle valutazione che, in alcuni casi, non si vedevano da anni", ha aggiunto Organt. "Per gli investitori attivi, la natura meno efficiente delle small cap rende il segmento particolarmente attraente, in quanto offre maggiori opportunità di aggiungere valore. Con riferimento specifico alle aziende a bassa capitalizzazione, una minore copertura da parte degli analisti e degli investitori istituzionali spesso genera un disallineamento tra i prezzi di mercato e i fondamentali delle società. E l’incertezza creata dalla pandemia da coronavirus, che ha colpito in maniera particolare le small cap, ha aumentato questo potenziale", ha precisato il manager. Sta emergendo una nuova generazione di vincitori: aziende con una forte presenza online e anche meno “capital intensive”. Di conseguenza, continuiamo a cercare società a piccola e media capitalizzazione di alta qualità il cui potenziale di crescita non è ancora pienamente prezzato dal mercato e che riteniamo possano aumentare di valore in un orizzonte di lungo termine", ha concluso Organt.

 

 

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