ESCLUSIVO - H2O AM, la verità di Bruno Crastes

“La sospensione era necessaria per porre fine al problema con gli investimenti legati a Tennor e tornare entro la metà di ottobre ad avere dei fondi liquidi”. Lo afferma in esclusiva ad AdvisorOnline.it il CEO della società che spiega come “si materializzerà” il recupero.
12/10/2020 | Francesco D'Arco

“Abbiamo imparato la lezione della nostra recente sottoperformance e dei nostri investimenti in titoli privati e desideriamo riaffermare la nostra volontà di uscire da questo episodio più solidi e resistenti”. Intervistato in esclusiva da Advisoronline.it, Bruno Crastes, CEO di H2O AM annuncia la riapertura dei rimborsi e delle sottoscrizioni per i sette fondi Global Macro sospesi a fine agosto. Una sospensione che ha minato la fiducia di alcuni clienti per questo Crastes invita tutti a non giudicare la società per un episodio che non ha “affatto intaccato” il lungo “know-how sui mercati finanziari”. Ma rimane aperta la domanda sul rischio illiquidità dei fondi: come verrà gestito? Il CEO di H2O svela le novità ad Advisoronline.it, e afferma: per “i fondi più colpiti il recupero richiederà tempo, ma si materializzerà”.

 

Può dirci brevemente cosa è successo dalla correzione di marzo alla decisione dell'AMF di agosto e perché?
Le strategie in atto all'inizio dell’anno erano allineate con gli anni precedenti. Siamo rimasti totalmente sorpresi dalla violenza della dislocazione del mercato, quattro volte superiore rispetto al 2008 in termini di ampiezza per unità di tempo. I nostri fondi hanno reagito in modo differente, principalmente a seconda dell'universo d'investimento. Ma non attribuiamo al mercato la responsabilità della nostra sottoperformance. Il 28 agosto l’Amf ha chiesto la sospensione di sottoscrizioni e rimborsi di tre dei nostri fondi, misura che a titolo precauzionale abbiamo esteso ad altri prodotti. Abbiamo quindi messo in atto un’operazione di scissione e invece di un unico veicolo d'investimento, gli investitori ne avranno due: un FCP (fondo speculare) perfettamente liquido e un fondo SP (side pocket), dove sono stati isolati gli strumenti illiquidi o poco liquidi.

 

Quali saranno i prossimi passi per tornare alla piena operatività?
L'operazione di scissione dei fondi FCP sospesi è terminata giovedì 8 ottobre 2020. Da domani (martedì 13 ottobre 2020), i sette fondi Global Macro, completamente liquidi e basati sul nostro motore di performance Global Macro, rimasto intatto, saranno riaperti a rimborsi e sottoscrizioni (con l’Isin originario). Al di là della nostra capacità di rimbalzo e di generare performance, è importante ricordare che la nostra gestione apporta anche un beneficio da non sottovalutare: la diversificazione. In un portafoglio tradizionale, investito in obbligazioni, azioni e in misura minore in asset reali (immobili, infrastrutture, ecc.) un'allocazione nei nostri fondi offre innegabilmente un beneficio di diversificazione, non solo attraverso i nostri posizionamenti ma soprattutto attraverso il nostro stile di gestione. Il nostro approccio ci consente di beneficiare delle sfide attuali: un contesto in cui le valutazioni degli attivi tradizionali sono a livelli storicamente elevati e in cui è difficile immaginare che le obbligazioni possano fornire una copertura efficace per la componente azionaria, a causa dei tassi negativi.

 

Ma sul fronte degli attivi illiquidi come pensate di muovervi?
Per quanto riguarda gli attivi illiquidi, saranno ceduti, sia nell'ambito di contratti di vendita esistenti sia attraverso eventuali soluzioni alternative, con l’intento di massimizzare i prezzi sulle cessioni nel migliore interesse dei nostri clienti. A seguito degli eventi di giugno 2019, abbiamo preso l'impegno di vendere questi titoli, ma non a qualsiasi prezzo. La tentazione sarebbe stata di svendere, in un momento in cui le performance delle nostre posizioni Global Macro ci avrebbero permesso di farlo senza alcun problema. Abbiamo invece scelto di onorare il nostro impegno e cederli a prezzi adeguati al loro valore, nel miglior interesse dei nostri clienti. Abbiamo imparato la lezione della nostra recente sottoperformance e dei nostri investimenti in titoli privati e desideriamo riaffermare la nostra volontà di uscire da questo episodio più solidi e resistenti. Stiamo uscendo da questo periodo difficile perché H2O rimane da oltre 25 anni una società di gestione unica, unita attorno ai propri fondatori, con un know-how sui mercati finanziari che l'episodio del private placement non ha affatto intaccato.

 

Credete che i clienti continueranno a fidarsi di voi o vi aspettate ingenti riscatti? Se così fosse, potreste avere problemi di liquidità?
Se c'è stata crisi di fiducia, questa è dovuta non alla sottoperformance di marzo, ma alla recente sospensione sulla maggior parte dei nostri fondi Global Macro. Il rimbalzo dei nostri fondi dai minimi di metà marzo dimostra che le nostre capacità di gestione non sono affatto diminuite. Ora stiamo lavorando duramente per spiegare ai nostri clienti che questa sospensione era necessaria per porre fine al problema con gli investimenti legati a Tennor e tornare entro la metà di ottobre ad avere dei fondi liquidi. Quindi, a meno che un cliente non sia costretto a farlo a causa di considerazioni tecniche sul proprio portafoglio, non vediamo alcun motivo di riscattare il proprio investimento sui fondi global macro. Tuttavia, se ciò dovesse accadere, siamo attrezzati per gestire i flussi di sottoscrizione o di rimborso nei nostri fondi composti da attività completamente liquide.

 

Quali misure avete adottato per proteggere l'interesse dei clienti?
La normale attività di gestione è proseguita durante la sospensione e abbiamo pubblicato quotidianamente i Nav netti stimati, il cui andamento da fine agosto è stato soddisfacente. Stiamo inoltre valutando le modalità con cui effettueremo i rimborsi in conto corrente dai fondi SP in base alla cessione di strumenti illiquidi. La somma dei due valori patrimoniali netti dovrebbe quindi essere vicina o addirittura superiore a quella precedente la sospensione temporanea.

 

In particolare, qual è il peso stimato degli illiquidi?
Le dimensioni dei fondi side pocket sono situate all’interno degli intervalli precedentemente comunicati.

 

A posteriori, non ritenete di aver preso rischi eccessivi per prodotti che vanno agli investitori retail? State considerando interventi sul processo di gestione del rischio?
Adottiamo una gestione relative value e i nostri driver di performance sono essenzialmente arbitraggi, talvolta accompagnati da scelte direzionali. Se ben applicato, l'arbitraggio genera risultati di qualità, come abbiamo dimostrato per molti anni. Orientiamo le nostre strategie attraverso un indicatore sintetico, cioè il rischio, ma ciò non significa che il nostro approccio sia più rischioso di altri. Ogni fondo ha un proprio orizzonte di investimento. Più è lungo, maggiore può essere il rischio assunto per ottenere la performance, il nostro unico obiettivo. La nostra gamma è quindi strutturata in base al livello di rischio e all'universo d'investimento. È importante che sia la performance sia il rischio siano valutati in base all'orizzonte d'investimento di ciascuno dei nostri fondi, che non si misura in mesi, ma in anni. Calibriamo le nostre strategie in base al contesto del mercato. Se da un lato siamo stati sorpresi dall'impatto della crisi sanitaria sui mercati, dall’altro abbiamo integrato questo scenario nei nostri modelli di rischio e di costruzione di portafoglio perchè le crisi di natura esogena possono avere un impatto altrettanto, se non maggiore, rispetto alle crisi finanziarie.

 

Storicamente, il vostro stile di gestione estremamente attivo ha prodotto performance importanti, ma anche un'elevata volatilità. Cosa vi aspettate per il futuro, anche considerando l'attuale contesto economico e finanziario?
È importante sottolineare che, al di là di ogni necessario adeguamento futuro, il nostro motore storico di performance rimane invariato. Il 2020 (che tra l'altro non è ancora finito) sarebbe solo il quarto anno di performance negativa sugli ultimi 26 anni. È importante, ancora una volta, tenere presente che gli orizzonti d'investimento dei nostri fondi non si misurano in mesi ma in anni. Il rimbalzo è già avviato sui fondi con profilo di rischio minore, come H2O Adagio (-3,5% nel 2020 e +3,47% all'anno su dieci anni) e H2O Multibond (-27% nel 2020 e +14,4% all'anno su dieci anni). Per i fondi più colpiti il recupero richiederà tempo, ma si materializzerà. Nonostante il calo di quest'anno, rimaniamo convinti che il nostro approccio, praticato da pochissimi gestori a livello globale, sia valido perché dà buoni risultati a lungo termine ed è poco comune.

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