Cinque motivi per investire nell'universo delle small-cap

T. Rowe Price ha individuato cinque potenziali driver che potrebbero contribuire a un’inversione di tendenza per le performance delle small-cap
13/10/2020 | Lorenza Roma

I mercati azionari globali hanno messo a segno una ripresa notevole rispetto ai minimi toccati a marzo, nonostante la recente volatilità. Tale rimbalzo, tuttavia, non è stato equo. Negli USA, le large-cap hanno guidato la ripresa. Al contrario le small-cap USA, sulla base dell’Indice Russell 2000, hanno avuto performance deboli. Yoram Lusting, head of EMEA multi‑asset solutions, e Michael Walsh, multi‑asset solutions strategist di T. Rowe Price, hanno individuato cinque buoni motivi per cui guardare alle small-cap nell’attuale contesto. 

 

1. Le small-cap sono immuni alle turbolenze globali. Senza dubbio il mondo sta affrontando molte sfide al momento. La pandemia ha pesato sulla crescita e molte economie restano in forte recessione. Cina e Stati Uniti restano coinvolti in una guerra commerciale divisiva e la retorica si sta surriscaldando all’avvicinarsi delle elezioni USA. Intanto, con l’economia USA che vacilla, la Fed ha portato i tassi vicino allo zero per supportare la crescita, mettendo sotto pressione il dollaro. Tuttavia, le turbolenze dell’economia mondiale e dei mercati valutari hanno un impatto maggiore sulle aziende che dipendono maggiormente dall’export. Le small-cap invece sono generalmente focalizzate sui mercati domestici e ciò le rende più immuni alle fluttuazioni delle valute e alle turbolenze economiche.

 

2. Quando si parla di valutazioni, le dimensioni contano. Sebbene le performance azionarie siano in gran parte guidate dal sentiment nel breve termine, su un orizzonte più lungo ad avere importanza sono le valutazioni. Le small-cap al momento risultano uno dei segmenti con le valutazioni più attraenti nel mercato azionario. Comprare a basso prezzo solo perché conviene non è una buona ragione per acquistare. Tuttavia, ci sono dei buoni motivi per cui le small-cap hanno sottoperformato: sono più sensibili ai rallentamenti economici nei loro specifici paesi, hanno minori probabilità di ricevere aiuti fiscali dai governi, dato che hanno meno dipendenti rispetto ai grandi gruppi e infine tendono a essere più concentrate nei settori dei beni di consumo, finanziario ed energetico. In ogni caso, gli esperti di T. Rowe Price ritengono che il peggio della pandemia sia passato e che le economie possano cambiare direzione. Anche se le valutazioni da sole potrebbero non riuscire a sostenere la ripresa delle small-cap, le valutazioni e la ripresa economica insieme potrebbero fungere da catalizzatore.

 

3. Ripresa economica all’orizzonte. Affinché gli investitori si convincano ad acquistare asset con prezzi in caduta è necessario un catalizzatore, che, in questo caso, potrebbe essere la prospettiva di una ripresa economica. La buona notizia è che le banche centrali sono accomodanti, molti governi stanno riaprendo le economie e soprattutto i consumatori stanno superando i timori e ricominciando a consumare. Lo scenario base prevede che la ripresa economica avverrà probabilmente nei prossimi trimestri, anche se persistono alcune incertezze. Le small-cap tendono a performare meglio quando il ciclo economico entra in una fase di ripresa, generando ritorni positivi. Con le small-cap in ritardo e la possibilità che le economie ritornino a crescere, questo potrebbe essere il momento adatto per esporsi alle small-cap.

 

4. Guardare al lungo periodo: anche i giganti sono stati piccoli. Investire nelle small-cap oggi offre agli investitori proiettati sul lungo termine l’opportunità di prendere parte al percorso di alcune delle aziende che avranno successo domani. Mentre alcune grandi aziende faticano a crescere perché sono già grandi, per le small-cap spesso il meglio deve ancora venire. Ovviamente non tutte le piccole società avranno successo, ma l’esperienza, la competenza e una ricerca rigorosa possono aiutare a individuare i vincitori di domani.

 

5. Liquidità e alpha sono i nuovi fattori da considerare. In passato il fattore dimensioni era considerato molto importante, dato che le aziende più piccole avevano un business meno diversificato e con bilanci meno solidi e che quindi comportavano un premio per il rischio più elevato, secondo il modello a tre fattori di Fama e French. Negli anni le dimensioni hanno perso importanza, ma non il ruolo delle small-cap nei portafogli. Esse, infatti, tendono ad essere meno liquide delle large-cap e ciò rappresenta un altro rischio, che richiede quindi un premio più elevato, il fattore liquidità. Inoltre, l’universo delle small-cap è ampio e offre una vasta scelta, con società che sono meno note e analizzate. Ciò rende possibile individuare tesori nascosti per i gestori attivi più competenti, il fattore alpha.

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