Banche europee, il lento percorso verso la normalizzazione

Miginiac (GAM Investments): "Il settore bancario dopo i grandi progressi sull’onda della crisi finanziaria globale, ha dimostrato capacità di recupero superiore alle aspettative"
17/03/2021 | Lorenza Roma

Il quarto trimestre del 2020 ha visto un punto di inflessione negli utili delle banche europee. "Pur con questi ultimi sotto pressione durante l'anno, la solvibilità delle banche ha battuto le aspettative e le proiezioni della Banca Centrale Europea. I dividendi agli azionisti dovrebbero aumentare nel corso di quest'anno, con la sospensione che sarà revocata nel settembre 2021", ha dichiarato Romain Miginiac, CFA, head of research per le strategie Credit Opportunities di GAM Investments. "La solvibilità continua ad essere la nota positiva nei resoconti sugli utili delle banche. Sulla base del nostro campione, il CET1 medio è aumentato ancora nel trimestre, dal 13,4% pre-Covid-19 al 14,2%. Ancora più importante per gli obbligazionisti, l'eccesso di capitale rispetto ai requisiti è aumentato sequenzialmente a 18 miliardi di dollari, con un aumento vicino al 50% rispetto ai livelli pre-Covid-19. La resilienza delle banche è stata chiaramente superiore alle aspettative, superando le proiezioni della BCE nell'ambito dello scenario centrale nel quadro dell’analisi di vulnerabilità condotta nel luglio 2020, che presupponeva un calo del CET1 al di sotto del 13%", ha aggiunto lo strategist.

 

"Oggi la capacità di pagare dividendi riflette sia la tranquillità dei regolatori nei confronti dei modelli di business delle banche sia le prospettive economiche. Pertanto, dato che le restrizioni verranno eliminate, questo è un catalizzatore positivo, a nostro avviso, in quanto implica una maggiore certezza sulla ripresa, anziché sul continuo trattenimento degli utili da parte delle banche", ha precisato Miginiac. "Notiamo anche che la capacità di pagare i dividendi è positiva per le valutazioni azionarie e abbasserà il costo del capitale proprio delle banche, che crediamo sia di supporto per la capacità degli istituti di credito di raccogliere capitale laddove necessario, e quindi la resilienza del sistema finanziario. Un ulteriore segno di normalizzazione è la qualità degli asset, rimasta resiliente nel quarto trimestre, con le perdite su crediti che stanno tornando ai livelli pre-Covid-19. L'incertezza permane, con nuovi lockdown (soprattutto in Europa) bilanciati dai progressi del programma di vaccinazione e da nuovi dati favorevoli sulle infezioni. Le perdite su crediti del quarto trimestre sono aumentate rispetto al terzo, riflettendo la stagionalità e l'impatto delle banche che hanno modificato i loro scenari macro. Con un costo del rischio di poco inferiore ai 60 punti base, le banche hanno accantonato meno della metà rispetto ai livelli di picco nella prima metà del 2021, a 120 punti base dei prestiti", ha aggiunto l'analista.

 

"Un tema chiave per gli investitori rimane il percorso futuro degli NPL. Con le misure di garanzia del governo ancora in vigore, che sostituiscono il reddito per gli individui e forniscono liquidità alle imprese, i tassi di insolvenza sono rimasti contenuti", ha sottolineato Miginiac che ha aggiunto "la resilienza delle banche rimane sostenuta da forti posizioni di solvibilità e dall'anticipazione delle future perdite di credito attese secondo le nuove norme contabili (IFRS 9), il che riflette la nostra conviction sul settore finanziario europeo. Mentre ci aspettiamo un certo aumento degli NPL fino a livelli gestibili, l'entità del front-loading degli accantonamenti nel 2020 dovrebbe portare a un calo degli LLP nel 2021. I vincitori relativi del 2020 sono le banche con un'esposizione limitata ai prestiti (orientate al wealth e all’asset management) o quelle con divisioni di investment banking più grandi, che hanno beneficiato della volatilità del mercato e di una maggiore attività del mercato dei capitali durante l'anno".

 

"Le prospettive per la redditività del 2021 rimangono sfidanti, data la persistente incertezza rispetto al Covid-19 e la continua pressione sui margini di interesse netti delle banche a causa dei tassi bassi. Nel medio termine ci aspettiamo che i livelli di redditività del settore migliorino grazie a una combinazione di tagli aggressivi dei costi, fusioni e acquisizioni e altre misure strategiche adottate dalle banche per rendere i loro modelli di business adeguati alle esigenze future. Dal punto di vista degli obbligazionisti, la lezione fondamentale del 2020 è la capacità delle banche di rimanere redditizie nonostante uno scenario di stress test reale", ha concluso l'analista.

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