Il futuro del food e del benessere per gli investimenti

Alla luce degli irreversibili cambiamenti nel comportamento dei consumatori innescati dalla crisi da Covid-19, Robeco ha analizzato il trend d’investimento legato al futuro del cibo e del benessere
21/05/2021 | Lorenza Roma

"Abbiamo sicuramente osservato significativi cambiamenti nel mercato in generale", ha osservato Richard Speetjens, portfolio manager Robeco Global Consumer Trends di Robeco. "Nel 2020 il mercato azionario ha avuto rialzi di circa il 5%, legati ai titoli che hanno beneficiato della crisi del covid. Nel 2021 abbiamo assistito a una rotazione dal growth al value, determinata dall’aumento dei tassi di interesse e dal ritorno della crescita, infatti i titoli ciclici o value traggono beneficio dalle previsioni di riapertura e dalla ripresa economica. Tuttavia, non appena il mercato supererà questa fase gli investitori torneranno ad investire nei titoli growth, ci aspettiamo quindi una normalizzazione sul medio termine".

 

"Investiamo nella crescita strutturale e di lungo termine dei consumi, e alcune società – come quelle del lusso, dei sistemi e delle carte di pagamento, così come dei viaggi – hanno sofferto molto per i vari lockdown nel 2020 ma beneficeranno molto delle riaperture. Per i settori dei viaggi e dell’entertainment stiamo già assistendo a una forte accelerazione che ha portato il settore a recuperare le perdite del 2020", ha precisato il manager che ha aggiunto "un’altra tendenza di grande attualità è quella legata al cibo. Oggi assistiamo a una sempre maggiore attenzione verso cibi sani e prodotti in maniera sostenibile, anche se nel modo ci sono ancora 1,9 miliardi di persone in sovrappeso, con patologie che vanno a incidere sul settore sanitario e su quello assicurativo. In tal senso, ci stiamo concentrando sui prodotti caseari di origine vegetale. Guardiamo anche alle società che producono ingredienti sostenibili e naturali, che beneficeranno della sempre maggiore attenzione posta dai consumatori verso le “etichette trasparenti”. Il consumo più consapevole in ambito alimentare, che incide per circa il 25% delle emissioni di gas serra globali, rappresenta un ambito in cui l’adozione di modelli di produzione più sostenibili può fare la differenza".

 

"In generale i consumatori si occupano molto di più di cura del corpo – sia dentro che fuori, e il cibo è uno di questi aspetti – e possiamo infatti parlare di “caring economy”. La domanda per i settori coinvolti si è dimostrata resiliente anche durante la pandemia, con un incremento nel 2020 per la cosmesi – anche maschile – e la cura delle persone più anziane. Poi c’è il tema della cura degli animali domestici: da detentori di animali ci stiamo trasformando in genitori di animali, e questo cambiamento ha portato a un incremento della domanda di servizi e della spesa verso la salute degli animali stessi, non più concentrata solo sul cibo. Negli Stati Uniti l’anno scorso la domanda di animali domestici è cresciuta del 4% quando normalmente è del 1% annuo, con la registrazione addirittura della scarsità sul mercato di alcune tipologie di animali. La pet economy rappresenta dunque opportunità di crescita di lungo termine", ha concluso Speetjens.

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