Scenario positivo, ma la durata dell’inflazione è un rebus

Secondo la view d’investimento di Eurizon AM, “l’intreccio tra accelerazione macro, impatto sull’indice dei prezzi al consumo e reazione della FED è il principale elemento di attenzione per il medio termine”
03/06/2021 | Daniele Riosa

Lo scenario di riferimento appare favorevole, ma l’uscita dalla crisi economica non è lineare. Questa è in sintesi la view d’investimento ‘The globe’ di Eurizon Asset Management.

“Le riaperture - argomentano gli analisti - determinano rapide ripartenze dei settori interessati, generando colli di bottiglia che si traducono in fiammate sui prezzi. Questo comporta un’alta volatilità dei dati economici e di inflazione, finora ben tollerata dai mercati grazie ad una interpretazione rassicurante da parte della Federal Reserve. L’economia USA è vista su un sentiero di espansione stabile, ma ancora incompleto, e il rialzo dell’inflazione è giudicato temporaneo. L’intreccio tra accelerazione macro, impatto sull’inflazione e reazione della Federal Reserve è comunque il principale elemento di attenzione per il medio termine”.

L’Eurozona “risulta in ritardo rispetto agli USA, ma si stanno registrando crescenti segnali di accelerazione macro ora che le economie si stanno gradualmente riaprendo. Per quanto riguarda la Cina, gli investitori hanno registrato l’avvenuto picco dell’accelerazione post-pandemia e considerano come centrale l’ipotesi di rallentamento controllato verso l’obiettivo di medio termine (crescita almeno del 6% annuo)”.

Passando alla view d’investimento, gli economisti di Eurizon sottolineano che “lo scenario di medio periodo appare favorevole, ma la volatilità dei dati economici e di inflazione è motivo di attenzione. Si conferma l’approccio a bassa esposizione direzionale adottato il mese scorso, con posizionamenti neutrali sulle principali attività ed esposizione pro-ciclica sull’Eurozona (sottopeso Bund, sovrappeso relativo sulle borse) dove si individuano residui spazi per sorprese positive”.

Scendendo nel dettaglio delle asset class, per quanto riguarda il fixed income global government, il giudizio degli esperti è “neutrale sulla duration USA, negativo su Germania e Paesi ‘quasi core’. Si conferma un giudizio neutrale sui titoli governativi USA e un sottopeso rafforzato sui titoli tedeschi e quasi core dell’area euro. Giudizio neutrale sui titoli governativi periferici dell’Eurozona. Si conferma neutrale il giudizio sui titoli governativi non core euro”.

Si conferma un “giudizio neutrale sulle obbligazioni a spread con questo ordine di preferenza: high yield, mercati emergenti e investment grade. Passando all’equity “si mantiene un giudizio neutrale sulle zioni, con ordine geografico di preferenza: Europa, USA, Giappone, Mercati Emergenti e Pacifico ex-Giappone. Si conferma il sovrappeso della borsa italiana rispetto all’EuroStoxx. Per quanto riguarda le valute si conferma il giudizio positivo su quelle emergenti”

Il team di Eurizon si concentra poi sull’inflazione: “Ad aprile quella USA è salita al 4,2%, non accadeva dal 2008. E per ritrovare un’inflazione core al 3% bisogna ritornare addirittura al 1996. Di solito l’inflazione arriva nelle fasi finali del ciclo, quando l’economia viaggia a pieno impiego, avendo assorbito la disoccupazione e l’eccesso di capacità produttiva che si erano creati durante la recessione. Una fiammata di inflazione a poco più di un anno dal minimo della recessione appare davvero insolita”.

Ma quindi, si chiedono i gestori, è vera inflazione? “Si, nella misura in cui il paniere dei prezzi al consumo è veramente il 4,2% più caro di un anno fa, quando peraltro i prezzi erano scesi a causa del primo lockdown. No, nel senso di inflazione autentica, quella da pieno impiego. Se infatti il PIL americano è già tornato ai livelli pre-Covid, lo si deve allo straordinario sforzo di politica fiscale che ha riempito il buco creato dalla pandemia. Ma gli USA sono ancora lontani dal pieno impiego. Rispetto ai livelli pre-pandemia, devono rientrare sul mercato del lavoro ancora ben 8 milioni di lavoratori. L’inflazione che stiamo vedendo è in larga parte dovuta alla anomalia della crisi che abbiamo vissuto. Non una recessione classica, ma una chiusura forzata di vari settori che, appena vengono riaperti, partono a razzo, creando colli di bottiglia e improvvise fiammate sui prezzi. Da questo punto di vista questa è un’inflazione vera solo nei numeri, ma non nella sostanza”.

“Non a caso – rilevano - l’aggettivo più spesso associato alla fiammata di inflazione è ‘transitorio’. Ma il punto è capire quanto durerà la transitorietà. Al momento le stime di consenso sembrano intendere ‘transitorio’ come breve, ipotizzando un rapido rientro a livelli più bassi. Non si può però escludere che ‘transitorio’ possa durare più del previsto. Dipenderà da quanti e quali colli di bottiglia si verranno a generare man mano che tutti i settori riapriranno. Una transitorietà lunga, con inflazione core vicina ai livelli attuali per il resto dell’anno, se non in ulteriore rialzo, accenderebbe il faro sulle decisioni della Fed. Fino a quando la Banca Centrale sarà convinta delle temporaneità del fenomeno, non avrà ragione di combatterlo, per non rischiare di danneggiare prematuramente il ritorno alla normalità economica”.

Ma con nuovi dati di inflazione superiori alle attese, “la Fed dovrà essere convinta e convincente nella sua interpretazione di fiammata temporanea. Per ora i mercati si fidano della Fed. La Banca Centrale ha ribadito che terrà i tassi di interesse fermi fino a tutto il 2023 e i futures sui tassi Fed sono piuttosto allineati, prezzando un primo rialzo a luglio 2023, appena sei mesi prima dei piani”.  

”Sarà questo, nei prossimi mesi, il barometro utile per seguire gli sviluppi dell’intreccio colli di bottiglia, inflazione e Fed ... e mercati”, conclude il team di Eurizon AM.

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