Pictet AM: nuova globalizzazione e la centralità umana tra i nuovi trend

Insieme a Paolo Paschetta, country head Italia della società andiamo alla ricerca delle nuove tendenze di mercato
09/06/2021 | Marcella Persola

Tematici, megatrend, multi-asset, sostenibilità. Temi che Pictet AM ha osservato e considerato prima ancora che esplodessero come temi di investimento mainstream.  E’ questa una delle caratteristiche principali di Pictet, così come racconta Paolo Paschetta, country head Italia di Pictet AM che abbiamo incontrato dopo i risultati positivi raggiunti nel primo trimestre del 2021 dal gruppo, per capire quali sono i nuovi trend setter.  

 

Come si è comportata Pictet AM in questo primo trimestre?

I risultati del primo trimestre sono stati per noi molto positivi: abbiamo raccolto 1,9 miliardi di euro (+36% di flussi rispetto ai primi 3 mesi del 2020). I dati relativi anche ai mesi successivi confermano questo trend di crescita. Uno dei principali fattori alla base di questi numeri di raccolta è sicuramente la nostra lungimiranza nell’aver guardato, da oltre 30 anni, al mondo dei megatrend e dei fondi tematici. È indubbio che la pandemia abbia accentuato l’attenzione degli investitori sulla rilevanza e sull’opportunità di investire in temi quali quelli della sostenibilità, della digitalizzazione, della sanità, della robotica e della sicurezza cibernetica, per citarne alcuni. Anche i più scettici hanno riconosciuto il fatto che questi temi, oltre a rappresentare delle belle storie che ci proiettano nel mondo del futuro, sono soprattutto delle tendenze di investimento di lungo periodo che producono risultati tangibili in termini di performance. Il Gruppo Pictet è stato precursore e pioniere nel mondo dei tematici e fino a qualche anno fa queste tipologie di investimento erano ancora ritenute di nicchia. Ora l’attenzione sugli investimenti tematici è cresciuta esponenzialmente e anche i dati lo confermano. Assogestioni non monitora il dato specifico di raccolta sui tematici, ma altre ricerche indipendenti evidenziano che dei 13 miliardi di raccolta netta sui fondi azionari rilevata da inizio anno, una grossa fetta ha riguardato proprio i tematici. Anche il dato generale sui fondi azionari rappresenta una svolta importante: quest’anno, solo nel primo trimestre, la raccolta in fondi aperti è stata di 19 miliardi, di cui ben 13 come dicevamo proprio sui fondi azionari. Un bel cambio di passo rispetto al passato.

Ci tengo a sottolineare, inoltre, che le strategie tematiche azionarie possono supportare in parte anche un percorso di sviluppo di cultura finanziaria – come sappiamo ancora alquanto bassa nel nostro paese – e di avvicinamento degli investitori retail all’asset class azionaria. Si tratta, infatti, di strumenti azionari legati a tendenze globali, economiche, sociali e tecnologiche e quindi riguardano fenomeni di cambiamento che le persone possono riscontrare anche nelle proprie vite quotidiane. Cavalcano quindi dinamiche di più semplice comprensione per gli investitori rispetto ad altre tipologie di investimenti. Infine, i fondi tematici, pensati per essere investimenti di lungo periodo, si sposano molto bene con una modalità di investimento dilazionato e costante nel tempo, come i piani di accumulo.

 

Quali sono i trend che intravedete come più interessanti?

Tra i megatrend più interessanti c’è sicuramente il tema della nuova globalizzazione che va di pari passo con quello della robotica e dell’automazione industriale. Il bisogno di accorciare la catena produttiva e di avvicinare quanto più possibile la produzione alla distribuzione è un tema - prioritario oggi per le aziende – emerso con grande evidenza durante la pandemia: per ridurre i costi di questo oneroso processo la robotica e l’automazione industriale risultano chiaramente centrali.

Infine, non possiamo dimenticarci il tema che riguarda l’uomo. La pandemia ci ha reso più consapevoli della centralità della qualità della vita umana, abbiamo guadagnato più conoscenza e consapevolezza sull’importanza del nostro benessere e della nostra autorealizzazione: possiamo vivere una vita più lunga e in buona salute, mantenendo il nostro benessere mentale e fisico, grazie all’apprendimento, alla cura di noi stessi e godendoci le nostre migliori esperienze di vita. I servizi di supporto nel raggiungimento di questi obiettivi forniscono opportunità durature per gli investitori, grazie ai loro modelli di business vincenti. In definitiva, ci possono aiutare a vivere vite più ricche e appaganti. A tal proposito abbiamo lanciato a fine 2020 la strategia Pictet-Human, che si prefigge di catturare il potenziale di crescita dei servizi focalizzati sulle persone e di ottenere benefici sociali positivi che migliorino il benessere degli individui e delle comunità, investendo in attività che ci aiutano ad adattarci ai mutamenti demografici e tecnologici che hanno cambiato in profondità le nostre vite (ad es. la minore stabilità del lavoro; la formazione della famiglia più avanti negli anni e le aspettative di vita più lunghe; l’intrattenimento, l’esercizio fisico e lo svago nel tempo libero).

 

Guardando al portafoglio dell’investitore, cosa non dovrebbe mancare oggi?

Accanto ai fondi tematici per la componente azionaria del portafoglio, crediamo che i prodotti multi-asset possano essere un valido strumento per sostituire la parte un tempo dedicata all’obbligazionario: grazie ad una attenta gestione del rischio–rendimento, con queste soluzioni si riescono infatti a replicare i livelli di ritorni che venivano prima offerti dalle obbligazioni, i cui rendimenti oggi sono per lo più ancora in territorio negativo. Le soluzioni multi-asset prudenti hanno quindi l’importante compito di mantenere una volatilità tra il 3% e il 4% annuo con un rendimento atteso del 2-5% circa.  Ad esempio, il nostro fondo multi-asset Pictet-MAGO (Multi Asset Global Opportunities), gestito da Andrea Delitala e Marco Piersimoni, quest’anno è uno dei fondi più venduti in Italia: ha visto un raccolta di quasi 700 milioni di euro e una performance da inizio anno superiore al 2%, a fronte di una volatilità inferiore al 4%. Sull’onda del grande interesse per i fondi multi-asset e del loro importante ruolo nell’asset allocation, nel primo trimestre 2021 ne abbiamo lanciato un altro (il Pictet-EMMA - Emerging Market Multi Asset), gestito da Marco Piersimoni, con un focus specifico sui mercati emergenti.

Il fondo permette, in una sola strategia, di ottenere un’esposizione verso molteplici classi di attività dei mercati emergenti, con l’obiettivo di massimizzare il potenziale di rendimento di questa area geografica e cercare nel contempo di controllare i drawdown tipici di tali mercati. In un contesto come quello attuale di bassi rendimenti, i mercati emergenti sono in grado di offrire una performance migliore nel lungo termine, tenuto conto anche del crescente peso economico di questi Paesi: contribuiscono infatti al 60/70% della crescita del pianeta e oggi rappresentano il 50% del PIL globale con una proiezione al 57% entro la fine del decennio. Una enorme potenzialità che va gestita al meglio.

Se però si analizzano i flussi di investimento verso queste aree geografiche, si nota che gli emergenti sono ancora sotto-rappresentati in tutti gli indici mondiali: rappresentano solo il 12% degli indici azionari globali e solo il 4% di quelli obbligazionari. Siamo convinti che i mercati emergenti, seppur soggetti a una volatilità più elevata rispetto a quelli sviluppati, nel lungo periodo possano offrire un valore aggiunto molto importante. Questa volatilità intrinseca rende difficile effettuare decisioni ottimali di composizione del portafoglio. La nostra strategia permette proprio di eliminare tale complessità nelle scelte di allocazione attraverso la delega a un team di gestori esperti, con l’obiettivo di ottimizzare l’asset allocation e ridurre le oscillazioni dei rendimenti nel tempo.

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