Cipriano (BNP Paribas AM): “Ecco perché puntare sulla transizione energetica”

Il senior sales manager wholesale & institutional Europe, in una video-intervista ad Advisoronline, sottolinea che “innanzitutto è un settore che permette un’ampia diversificazione”
03/08/2021 | Daniele Riosa

 “BNP, il primo giugno 2021, ha lanciato una nuova strategia ‘Ecosystem Restoration’ che ha le stesse caratteristiche della Energy Transition. Ovvero si tratta di un portafoglio che comprende fino a 100 titoli con un approccio all cap, concentrato soprattutto sull’azionario globale inclusi gli emergenti. E, in questa fase, orientato più ai titoli difensivi che ai ciclici”. Antonino Cipriano, senior sales manager wholesale & institutional Europe di BNP Paribas AM, con un’intervista ad Advisoronline, spiega quali sono le opportunità di investimento della transizione energetica.


Che cosa s’intende per transizione energetica?
“Si tratta della produzione dell’energia necessaria per alimentare globalmente l’industria producendo lo stesso quantitativo di energia ma consumando meno. Una definizione a cui fanno riferimento diversi tipi di business tra cui la produzione energetica idrica, solare ed eolica. Inoltre ci sono nuove fonti energetiche come l’idrogeno e l’elettrico con tutto l’indotto delle batterie al litio. Investire in questo settore può fare leva su costi di produzione via via sempre più bassi che portano ad una marginalità del business più elevata rispetto al passato. Inoltre, a livello governativo globale, l’obiettivo della carbon neutrality impone alle istituzione di emanare leggi in favore della transizione energetica. Oggi il mondo si serve soprattutto di combustibili fossili che sappiamo essere il comparto più inquinate a livello di emissione di Co2. Proprio per accelerare la transizione energetica si investiranno, da qui al 2050, qualcosa come 35mila miliardi di dollari per centrare gli obiettivi della carbon neutrality”.

Quali sono i titoli su cui puntare?
“Innanzitutto è un settore che permette un’ampia diversificazione: ci sono società già consolidate e molte altre nate negli ultimi due anni, soprattutto nel mondo dell’elettrico e dell’idrogeno. Proprio quest’ultima fonte energetica è quella su cui si farà più affidamento da qui al 2050. Entro questa data la quota di fatturato potenziale dell’idrogeno sarà pari o superiore a quella del petrolio oggi, superando così i due trilioni di dollari. Inoltre, la domanda di batterie al litio, crescerà del 130% da qui al 2030”.

Quali nuove opportunità intravedete collegate alle soluzioni ambientali e sostenibili?
“Nel settore della ricostituzione dell’ecosistema in cui identifichiamo tre ambiti di investimento: oceani e sistemi idrici, terra e selvicoltura e smart city. In questi settori si calcola che verranno investiti, da qui al 2030, 22 trilioni di dollari”.

 

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