La festa per i profitti è finita ma non nel breve termine

Robeco anticipa un appiattimento degli utili aziendali nel terzo trimestre a causa di un calo della fiducia dei consumatori e costi di produzione più elevati
09/09/2021 | Redazione Advisor

"Le società dell’S&P 500 hanno archiviato un periodo eccezionale, poiché il successo delle vaccinazioni ha favorito una decisa ripresa dell’attività economica, dai minimi del lockdown. Secondo i dati di Refinitiv, la crescita degli utili su base annua per le componenti dell’indice ha toccato un massimo storico del 97% nel secondo trimestre. L’88% circa delle società dell’S&P 500 è riuscito a battere le precedenti aspettative sugli utili, spingendo ripetutamente l’indice verso livelli record. Ora la festa è finita, anche se rimangono molti fattori d’impulso a preservare l’attrattività delle azioni", spiega Peter van der Welle, strategist del team multi asset di Robeco. "Con il placarsi del dinamismo macroeconomico sulla scia del recente indebolimento della fiducia dei consumatori causato dall’aumento dei casi di Covid-19, gli effetti delle restrizioni alla produzione dovute ai problemi di approvvigionamento e l’aumento dei costi dei fattori produttivi comporteranno probabilmente una decelerazione della crescita degli utili nel terzo trimestre", aggiunge lo strategist.

 

"Individuiamo tre motivi per cui la crescita degli utili è avviata ad appiattirsi, senza che ciò causi troppe notti insonni agli investitori", prosegue van der Welle. "In primo luogo, le restrizioni alla produzione dovute ai problemi di approvvigionamento si allenteranno con l’aumento dell’offerta di lavoro, in quanto i programmi di congedo e le misure di stimolo verranno gradualmente eliminati in molti paesi. In secondo luogo, il recente calo della fiducia dei consumatori, che potrebbe incidere negativamente sulla crescita del fatturato nel terzo trimestre, si rivelerà probabilmente temporaneo, dato che la variante Delta del Covid-19 dovrebbe dimostrarsi gestibile nel corso del prossimo inverno e che le misure di contenimento saranno nuovamente ridotte all’inizio del 2022. In terzo luogo, l’imponente stimolo fiscale che abbiamo osservato nelle principali economie sviluppate nell’ultimo anno avrà ancora effetti positivi ritardati sull’attività economica. In Europa, una spinta all’espansione economica regionale a medio termine arriverà anche dalla prima tranche del Recovery Fund europeo, rilasciata a luglio. In breve, da un punto di vista macro, è probabile che nei prossimi 12 mesi la crescita del PIL nelle economie sviluppate rimanga superiore al trend, favorendo una crescita degli utili ampiamente a doppia cifra".

 

"Al contempo, l’FMI prevede una crescita del PIL globale del 4,9% per il 2022, un dato che sarebbe coerente con la decelerazione della crescita dell’EPS rispetto ai livelli raggiunti all’inizio dei programmi di vaccinazione di massa nel 2021. Ciò nonostante, ci troveremmo ancora nella fascia superiore della distribuzione da una prospettiva storica, con una crescita dell’EPS compresa tra il 20% e il 30%. Questa valutazione è rafforzata dalla nostra analisi bottom-up, poiché in questa fase gli analisti aziendali prevedono una crescita dell’EPS a 12 mesi prossima, seppur inferiore, al 20% in diverse regioni. Di conseguenza, la festa per i profitti volge al termine, ma i giorni a venire appaiono favorevoli", conclude lo strategist.

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