Asset reali per portare rendimento al portafoglio

Negli ultimi 30 anni un semplice portafoglio 60% azioni e 40% obbligazioni ha reso circa il 7,2% annualizzato. Ora però la situazione è molto diversa e serve allargare l’allocazione agli investimenti sui private market
15/09/2021 | Max Malandra

“Sui mercati quotati, un semplice portafoglio 60% azioni e 40% obbligazioni, negli ultimi 30 anni ha reso circa il 7,2% annualizzato. Ora però la situazione è molto diversa. La componente obbligazionaria apporta rendimenti nulli se non negativi, quindi il nuovo orientamento degli investitori è quello di puntare necessariamente sull’equity. Quindi, questa asset allocation che ha ben funzionato in passato ora non è più in grado di avere ritorni interessanti”. Così Antonio Bottillo (in foto) managing director di Natixis Investment Managers.

 

Serve quindi allargare il proprio portafoglio agli investimenti in asset reali. L’affiliata di Natixis AEW è uno dei maggiori asset manager immobiliari al mondo con varie strategie d'investimento (core, value-added e opportunistiche). All’interno del proprio panorama di strategie, AEW offre una vasta gamma di strumenti d'investimento, tra i quali fondi combinati, gestioni separate e mandati su titoli. Ma perché avvicinarsi ora ai private market? “Le potenzialità e le implicazioni sul comparto immobiliare dei piani UE saranno importanti - spiega Massimiliano Bernes managing director e country head di AEW in Italia - Next Generation EU ha stanziato circa 700 miliardi per accelerare transizione. Le linee guida da rispettare e quella che avrà maggiori impatti riguarda sicuramente la transizione ecologica, che assorbirà il 35-37% delle risorse. Il settore immobiliare europeo vale circa il 40% dei consumi energetici e una percentuale elevata anche delle emissioni di carbonio. Le autorità sono consapevoli del peso dell’industria immobiliare europea in termini di consumo totale di energia e di emissioni di gas serra e stanno agendo. Sono state lanciate, infatti, una serie di iniziative regolamentari, sia nel settore pubblico che nel privato. La Francia, per esempio, ha fatto da capofila con un regolamento che richiede alle aziende di riportare in maniera dettagliata le loro emissioni di carbonio”.

 

Del resto, accanto agli investimenti pubblici per il Pnrr si aggiungeranno quelli privati, con riflessi saranno molto importanti. I nuovi investimenti saranno lo stimolo delle economie, la crescita del Pil è attesa per il decennio 2021-2031 (con uno 0,40% su ritorni dell’immobiliare), poi si entrerà nel decennio successivo in cui saremo nella fase di restituzione del debito, quindi il Pil rallenterà (e il ritorno sarà del -0.10% su immobiliare).

 

“Negli ultimi 20 anni di investimenti, una parte crescente è stata allocata nelle infrastrutture – conclude Bottillo – La costruzione portafoglio deve arrivare alla portata degli investitori non istituzionali e i consulenti in questo scenario devono essere la catena di trasmissione. I portafogli opzionali dovrebbero ormai concentrarsi sui private market che sono slegati da altri mercati finanziari e apportano obiettivo di rendimento al portafoglio”.

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