L’impatto della Global minimum tax sul risparmio gestito

L’Ocse ha annunciato l’accordo sull’aliquota minima del 15% per le società con fatturato superiore a 750 milioni di euro. L’analisi di Equita sugli asset gatherers
11/10/2021 | Paola Sacerdote

Il segretario generale dell’Ocse ha annunciato il raggiungimento dell’accordo sulla tassa minima globale sulle società, che prevede un’aliquota minima del 15% per le aziende che dichiarano un fatturato superiore a 750 milioni di euro. Gli Stati hanno tutto il 2022 per recepire l’accordo, che entrerà in vigore dal 2023 (anche se la Svizzera ha chiesto più tempo per i piccoli Paesi). Per gli Stati - con un’aliquota minima di almeno il 15% - è stimato un gettito aggiuntivo di 150 miliardi di dollari l’anno. Mancano ancora diversi elementi sulla tecnicalità della nuova possibile tassazione per poter quantificare in maniera puntuale l’impatto, ma il team di analisti dell’ufficio studi di Equita SIm ha elaborato alcune stime per quanto riguarda il settore del risparmio gestito italiano.

 

Il team osserva che Azimut Holding e Banca Generali hanno partecipate in Lussemburgo (dove stima venga applicato un tax rate fino al 10-13%), mentre Banca Mediolanum e FinecoBank hanno partecipate in Irlanda (tax-rate 12.5%). Il tax-rate consolidato delle società nel 2020 è stato il seguente: Azimut Holding 12%, Banca Generali 21%, Banca Mediolanum 18%, FinecoBank 30%. In caso di adeguamento dell’aliquota al 15% da parte di Lussemburgo e Irlanda, Equita stima quindi impatti contenuti per le società (low single digit).

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