Risparmio gestito, crollo della raccolta a settembre

Le sottoscrizioni nette passano dai 9,3 miliardi di euro di agosto ai più 31 milioni del nono mese dell’anno. Brusco calo dei monetari. Tra i gruppi Intesa Sanpaolo è prima per afflussi netti
26/10/2021 | Daniele Riosa

Crollo della raccolta netta dell’industria del risparmio gestito italiano a settembre che passa dai 9,3 miliardi di euro di agosto ai più 31 milioni di euro del nono mese dell’anno. Mentre quella netta preliminare del terzo trimestre 2021 si attesta a più 15,7 miliardi di euro. Sono questi i dati salienti che emergono dall'ultima rilevazione di AssogestioniIl patrimonio gestito dall’industria, dopo il record di agosto, a quota 2.561 miliardi di euro, passa a 2.540 miliardi.

Le gestioni collettive sono quelle che hanno ricevuto maggiori sottoscrizioni, più 773 milioni, negative quelle di portafoglio: - 741 milioni. I fondi chiusi chiudono con maggiori afflussi rispetto a quelli aperti: 416 milioni contro 357. Passando alle maggiori macrocategorie dei fondi aperti, tra quelli di lungo termine che vedono afflussi per 2,26 miliardi, i prodotti favoriti dai sottoscrittori sono stati in particolare i bilanciati con più di 2,2 miliardi di euro, seguiti dagli azionari con circa un miliardo di euro. Chiudono in rosso tutti gli altri, in particolar modo i monetari che dai 2,48 miliardi di agosto passano ai -1,9 miliardi di settembre.

Gli obbligazionari chiudono a meno 655 milioni, i flessibili a meno 365 milioni e gli hedge a meno 3 milioni di euro. Guardando da inizio anno sono gli azionari quelli che hanno raccolto maggiormente con circa 25 miliardi di euro, mentre i flessibili sono l'unica categoria in negativo (-2,97 miliardi) con gli hedge a meno 253 milioni. Per quanto riguarda la nazionalità dei fondi aperti, i comparti di diritto estero hanno ottenuto flussi per 209 milioni, mentre i prodotti di diritto italiano hanno segnato più 147 milioni.

Tra le società, si distinguono per raccolta netta, il gruppo Intesa SanPaolo con più di 2,2 miliardi di euro. Sul secondo gradino del podio troviamo Anima con 384 milioni seguita da Deutsche Bank con quasi 348 milioni e da Schroders con 297 milioni di euro.

Tra le società che chiudono settembre in rosso troviamo Poste Italiane a meno 3,2 miliardi e Generali con circa -1,1 miliardi di passivo. Il gruppo, con una nota, precisa che “il risultato di raccolta registrato dal è dovuto prevalentemente a flussi sui fondi monetari all’interno dei mandati assicurativi in gestione”.

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